M.V. Anno VII - Nr 34 del 20/02/2007
L’inchiesta svolta da Antonio Bordoni dimostra in modo inequivocabile quanto le tasse che gravano sul biglietto aereo incidono sul costo della tariffa aerea e quanto gli aeroporti, con i loro supermarket e ristoranti, da mero luogo di transito stiano invece condizionando il trasporto aereo commerciale
L’argomento tariffe aeree è sempre stato “caldo”; le aerolinee sono spesso accusate di applicare tariffe troppo alte, e come se non bastasse recentemente a tali critiche se ne è aggiunta un’altra circa la “poca trasparenza” su come il prezzo del biglietto viene proposto al pubblico.
Vi sono più motivi quindi per cercare di far chiarezza sull’argomento.
Il problema può essere distinto in due aspetti basilari: il primo è quello relativo al dubbio se davvero le tariffe sono diminuite; l’altro, più attuale, riguarda l’argomento trasparenza tariffe e, sarà bene precisare subito, che se il biglietto è divenuto indecifrabile e complicato è solo perché, alla tariffa aerea vera e propria si sono venute ad aggiungere una miriade di tasse, fees e surcharges di impossibile decifrazione per il passeggero, il cui numero fra l’altro è in costante aumento.
È da annotare inoltre che l’imposizione della trasparenza viene a pochi mesi dalla completa abolizione del tradizionale biglietto cartaceo il quale sarà sostituito dalla semplice ricevuta a partire dal prossimo gennaio 2008.
LE TARIFFE SONO AUMENTATE O DIMINUITE?
Sul
Sole-24Ore dello scorso 22 gennaio, è stata pubblicata una tabella per raffrontare vecchi valori monetari in valori attuali rivalutati. L’occasione è stata fornita dalla diffusione dei dati Istat per l’anno 2006.
Nulla di meglio per effettuare una seria analisi sull’aspetto, assai controverso, se le tariffe aeree sono realmente diminuite per effetto della
deregulation dei cieli. Tuttavia, poiché il mezzo di trasporto aereo è stato oggetto di una miriade di tasse e balzelli, nell’effettuare questa comparazione non potevamo esimerci dal valutare anche questo secondo aspetto le cui conseguenze si riversano in ogni caso sulle tasche dell’utente finale, ossia il passeggero.
La deregulation negli Usa ha preso il via nel 1978, in Europa è stata introdotta in tappe successive a partire dal 1988 (primo pacchetto) fino al terzo pacchetto (1993).
Effettueremo quindi la comparazione, partendo dalle tariffe Iata in vigore prima dell’avvio della deregolamentazione, prendendo come base l’anno 1958, comparandole poi con prezzi in vigore
attualmente. Abbiamo scelto il 1958 in quanto era un anno in cui le compagnie aeree ancora applicavano tariffe da “cartello Iata” , ed è stato uno degli ultimi in cui le tariffe ancora venivano pubblicate all’interno degli orari ufficiali distribuiti dalle aerolinee.
|
Tabella 1 |
TARIFFE IATA APPLICATE PRIMA DELLA
DEREGULATION USA |
| Da Milano a:
|
inverno
1958 |
| |
A/R
Lire |
=
Euro |
Tariffa
rivalutata € |
| Atene |
119.000 |
61.46 |
1404.44 |
| Buenos Aires |
641.400 |
331.25 |
7569.61 |
| Caracas |
496.300 |
256.31 |
5857.18 |
| Instanbul |
148.200 |
76.53 |
1749.00 |
| Johannesburg |
475.800 |
245.73 |
5615.25 |
| New York |
347.800 |
179.62 |
4104.55 |
| Roma |
22.500 |
11.62 |
265.53 |
| Tokyo |
759.300 |
392.14 |
8960.90 |
| Tunisi |
65.600 |
33.88 |
774.19 |
Negli anni successivi, con l’avvento degli aerei a reazione prima, e dei wide body poi, il cartello tariffario già subiva profonde lacerazioni.
Dalla lista delle città selezionate abbiamo evitato di inserire i collegamenti
point-to-point ove si sono inserite le low cost, quale ad esempio la Milano-Londra, perché su queste direttrici ogni raffronto è assolutamente improponibile quanto inutile, stante la evidente disparità dei valori in campo fra le tariffe applicate dalle compagnie tradizionali e quelle delle low cost le quali, come noto, sono giunte ad offrire voli gratis, o a proporli a tariffe del tipo “
da 0,01 c/”.
Per il raffronto con le tariffe odierne ci si è avvalsi di quanto pubblicato sul sito web
Alitalia, impostando le stesse destinazioni le cui tariffe erano state estratte da un
timetable dell’Alitalia anno 1958; in entrambi i casi la nostra richiesta è stata indirizzata sul prezzo del biglietto per un adulto, andata e ritorno, in classe economica.
Tenendo conto dei cambiamenti nel tempo che hanno caratterizzato le tariffe aeree, dalla seconda ricerca sulle tariffe oggi applicate, non è scaturita una unica possibilità di tariffa
economica (“Y”) per settore, come risultava nell’anno 1958 quando tutte le compagnie applicavano nell’ambito della stessa classe uguali tariffe, bensì abbiamo trovato una gamma di proposte dalla più bassa, denominata
promo, alla più alta denominata
libera.
| Tabella
2 |
TARIFFE DISPONIBILI OGGI
(€ economia A/R) |
| Da Milano a:
|
|
| |
promo |
facile |
comoda |
libera |
| Atene |
82.00 |
180.00 |
380.00 |
510.00 |
| Buenos Aires |
|
|
|
1659.00 |
| Caracas |
|
699.00 |
919.00 |
1209.00 |
| Instanbul |
69.00 |
99.00 |
359.00 |
549.00 |
| Johannesburg |
|
749.00 |
909.00 |
1920.00 |
| New York |
410.00 |
490.00 |
805.00 |
1239.00 |
| Roma |
39.00 |
118.00 |
360.00 |
468.00 |
| Tokyo |
|
1209.00 |
1399.00 |
1919.00 |
| Tunisi |
|
|
366.00 |
411.00 |
Dal raffronto fra le due tabelle in esame, possiamo ottenere la risposta al nostro primo quesito: le tariffe aeree sono aumentate o diminuite dai tempi ante-deregulation, quando tutti concordavano sulla loro esosità, ad oggi?
La tabella 3 mostra il risultato del raffronto, e appare evidente come, pur tenendo conto degli indici di rivalutazione, gli odierni prezzi delle tariffe aeree risultano essere molto al di sotto delle tariffe aeree in vigore nel 1958.
| Tabella
3 |
RAFFRONTO TARIFFE AEREE 1958/2007 |
| Atene |
-
894 |
| Buenos Aires |
- 5910 |
| Caracas |
- 4648 |
| Instanbul |
-
1200 |
| Johannesburg |
-3695 |
| New York |
-
2865 |
| Roma |
+
203 |
| Tokyo |
- 7041 |
| Tunisi |
- 363 |
Per capire meglio il valore di questo raffronto inseriamo ora una tabella nella quale compare l’andamento, per lo stesso periodo temporale, di alcuni beni di comune consumo.
|
RAFFRONTO FRA PREZZI (anno 1960) RIVALUTATI
|
| |
Costo
Lire |
=
Euro |
Tariffa
rivalutata € |
| Tram |
35 |
0.018 |
0.41 |
| Giornale |
30 |
0.015 |
0.35 |
| Caffe |
50 |
0.025 |
0.59 |
| Latte |
90 |
0.046 |
1.06 |
| Benzina /lt |
120 |
0.061 |
1.41 |
Il lettore noterà che i prezzi rivalutati di questi beni risultano inferiori a quanto il consumatore paga realmente oggi, il che significa che in questo caso - al contrario di quanto avvenuto per le tariffe aeree - il consumatore oggi spende più del prezzo rivalutato. In tale contesto le riduzioni riscontrate nelle tariffe aeree sono pertanto ancor più significative.
Ma se questi commenti valgono per i settori internazionali, la sorpresa viene dal settore domestico da noi preso come esempio, ossia la rotta Milano-Roma che risulta oggi venir venduta ad un prezzo decisamente maggiorato rispetto a quello della rivalutazione. Invitiamo però il lettore a tener presente che nell’effettuare il raffronto abbiamo lavorato sulla più alta delle quattro opzioni disponibili, sulla tariffa denominata “
libera”. In realtà la tariffa rivalutata del settore domestico in esame, è superiore alle tariffe comoda e libera, ma risulta inferiore alle altre due disponibili
promo e facile.
È comunque innegabile cha dal raffronto sembra potersi evincere che le tariffe domestiche non sono diminuite in maniera così drastica come avvenuto invece su quelle internazionali, le quali risultano inferiori a quelle rivalutate del 1958 su tutte e quattro le opzioni disponibili.
ASPETTO TASSE & FEES
Negli anni presi come metro di paragone (1958/1960) il passeggero pagava su ogni biglietto aereo una tassa di bollo di lire 600 cui si aggiungeva per i viaggi all’estero una “Airport Service charge” di lire 700. Per l’imposizione di eventuali tasse valeva il solo luogo di emissione del biglietto aereo, non vi erano tasse aggiuntive per l’aeroporto di destinazione o di transito. Questo era tutto; ebbene applicando a queste tasse il coefficiente di rivalutazione otteniamo i seguenti odierni valori.
Voli
domestici |
Voli
internazionali |
Lire
600 |
Lire
1.300 |
| Uguali
euro: |
0,31
c/ |
0,67
c/ |
| Importo
rivalutato ad oggi |
7,08 |
15,31 |
Le “tasse” sopra riportate rappresentavano tutto quello che il passeggero doveva pagare in aggiunta alla tariffa aerea, indipendentemente dalla destinazione e da eventuali punti di coincidenza intermedi.
Oggi lo scenario risulta profondamente mutato.
Riprendiamo le destinazioni da noi selezionate.
TASSE SUL BIGLIETTO
AEREO |
Tassa
1960
rivalutata |
|
|
| Milano - Atene
A/R |
15,31 |
58.40 |
+281% |
| Milano - Buenos
Aires A/R |
15.31 |
219.37 |
+1332% |
| Milano - Caracas |
15.31 |
209.40 |
+1267% |
| Milano - Istanbul
|
15.31 |
91.29 |
+496% |
| Milano - New
York |
15.31 |
59.54 |
+289% |
| Milano - Roma |
7.08 |
58.25 |
+722% |
| Milano - Tunisi |
15.31 |
90.66 |
+492% |
| Milano - Tokyo |
15.31 |
186.02 |
+1115% |
Nel complesso quindi, anche tenendo conto della rivalutazione, le tasse sono tutte aumentate molto più di quanto ci si sarebbe potuto attendere. E in un certo qual modo si è tentati di affermare che quello che il passeggero ha risparmiato dai tagli sulle tariffe, è stato abbondantemente assorbito dall’aumentato peso delle tasse corollarie alla tariffa aerea.
In chiusura un commento sul pacchetto liberalizzazioni di recente varato il quale, come noto, ha anche riguardato la trasparenza del biglietto aereo. Ciò significa che un biglietto che prima veniva pubblicizzato a X euro + tasse aggiunte, oggi deve venir esposto mostrando il costo complessivo che il passeggero paga.
Esprimiamo dubbi su un tal modo di operare, perché ora il passeggero non potrà distinguere quanto costa la tariffa vera e propria e a quanto invece ammontano le tasse che gravano sul biglietto, le quali nella loro maggior parte non sono certo di competenza dell’aerolinea. Se il lettore desidera approfondire quest’ultimo aspetto precisiamo che le “tasse” incassate dalla aerolinea sono quelle codificate con la sigla “YQ” e “YR”, che riguardano essenzialmente i sovrapprezzi per il costo del carburante.
Ora, con le nuove normative sulla trasparenza, accadrà che se il prezzo complessivo aumenta a causa del proliferare delle tasse –cosa che avviene pressoché regolarmente- l’utente avrà l’impressione che la tariffa aerea è aumentata. Personalmente riteniamo questo fatto estremamente dannoso proprio ai fini della trasparenza informativa: il passeggero deve essere reso edotto che mentre la tariffa che entra nelle casse dell’aerolinea, in quanto soggetta al clima concorrenziale, è diminuita, altrettanto non è accaduto e non sta accadendo, per gli importi aggiuntivi che egli è tenuto a pagare a soggetti estranei all’aerolinea.
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Antonio
Bordoni,
uno dei massimi esperti di trasporto aereo civile, è autore dei volumi
“Fasti
e declino dell’industria aerea commerciale” e “Alitalia:
gli anni dell’oblio” pubblicati da Travel
Factory srl – Roma