Le aerolinee lanciano il traffico creativo
M.V. Anno VIII - Nr 140 del 21/07/2008
Sarà forse un tentativo di emulare la "finanza creativa", ma certo è che molti sono rimasti increduli leggendo i titoli sui giornali:
"Voli vuoti Bmi da Heathrow per non perdere gli slots";
"La British Airways opera voli, anche se vuoti";
"La Flybe ha riempito i suoi aerei di comparse per non incorrere in penali".
Queste alcune delle notizie che abbiamo appreso nel giro di poche settimane, che davvero lasciano interdetti, soprattutto perché esse giungevano in un momento in cui a Bruxelles la UE annunciava l'introduzione di una nuova tassa contro le aerolinee per le emissioni di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera.
Di certo collegando le due notizie qualcuno non avrà potuto fare a meno di osservare che se questo è il modo di operare delle aerolinee, allora ben vengano le misure vessatorie di nuove tassazioni.
Ma il fatto è che le compagnie debbono ricorrere a questi espedienti per uscire dal vicolo cieco in cui le hanno messe i regolamenti con i quali esse si debbono confrontare.
La Bmi ad esempio è ricorsa a questo espediente perché così facendo riesce a mantenere i propri slots a Heathrow i quali vengono valutati intorno ai 770 milioni di sterline.
La compagnia ha chiaramente detto che avrebbe voluto cancellare alcuni collegamenti, ma a causa della regola dello "usa o perdi" in vigore a Heathrow, i voli scheduled debbono essere mantenuti per l’80 per cento delle loro assegnazioni o vengono passati alla concorrenza.
Semplicemente fantastica poi la notizia della compagnia che riempie i suoi aerei con attori e comparse, a quel che pare anche pagate dal vettore, pur di mostrare che l’aereo dichiarava il suo bel coefficiente di riempimento. L'aeroporto di Norwich che avrebbe dovuto pagare la sovvenzione al raggiungimento del target, nell’apprendere la notizia ha precisato che indagherà e si riserverà di pagare o meno quanto stabilito.
Ebbene questa vicenda degli aeroporti affollati che per far entrare nuovi concorrenti si sono dovuti inventare la norma dello “use it or lose it” o l’altra faccenda dei sussidi dati dagli aeroporti minori alle aerolinee per ogni passeggero trasportato, sono tutte novità, figlie della deregolamentazione voluta dalla UE.
Ed oggi di fronte ad aerovie e aeroporti che scoppiano di traffico, con relativi problemi di sostenibilità ambientale, la UE che di questo affollamento è il principale artefice, non trova altra soluzione che creare una nuova tassa sulle emissioni di anidride carbonica.
Ma sarà pure il caso di ricordare che così come con la noise charge che già colpisce le aerolinee, non si è risolto il problema del rumore sugli aeroporti, altrettanto avverrà con questa nuova trovata la quale lascerà irrisolti i problemi ambientali.
La verità è che in nome di sua maestà la concorrenza, si è stravolto un sistema di trasporto permettendo l’entrata in scena di centinaia di nuove aerolinee, di nuovi aerei che ora si devono confrontare con i limiti ambientali.
Tornando indietro nel tempo, forse vi erano altre soluzioni per favorire il consumatore e salvaguardare l’ambiente.
Air France e Alitalia erano i soli due vettori ad operare sulla rotta Roma-Parigi?
Bene, il collegamento poteva venir aperto anche a Iberia, Lufthansa e altri vettori, e per quanto riguardava le tariffe era vietato fare cartello; punto.
Che bisogno c'era di andare a togliere le ragnatele da aeroporti militari dimenticati, riaprire al traffico una miriade di scali, permettendo a decine e decine di nuovi vettori di prendere il volo da queste basi? Assolutamente nessuna, e comunque sarebbe ora di prendere atto che i problemi ambientali non devono venir sottomessi a interessi economici di parte e non possono venir aggirati con soluzioni di facciata.
Antonio Bordoni
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