Agosto 2008: un mese da dimenticare per la sicurezza del volo
e tanta disinformazione sul significato di low cost
M.V. Anno VIII - Nr 153 del 25/08/2008
E’ un caldo agosto questo per la sicurezza del volo. Ad appena pochi giorni dalla carneficina di Madrid, un altro incidente aereo questa volta ad un B737 della Itek Air (Kyrgyzstan) che effettuava un volo charter per conto della Iran Aseman Airlines, è avvenuto anch’esso nella fase di decollo provocando 68 vittime.
Ma è stato l’incidente della Spanair che ha tenuto banco sui media nazionali, vuoi perché ha riguardato una località turistica molto frequentata dagli italiani, vuoi soprattutto perché inizialmente si è insistito sul fattore “low cost”.
Quanto segue pertanto ha lo scopo di fare un minimo di chiarezza in merito alle informazioni diffuse sulla Spanair.
Ci rendiamo conto che nella piatta monotonia dell’agosto nostrano, la notizia del primo incidente aereo avvenuto ad una low cost europea avrebbe distolto gli italiani dalle abbronzature estive e costituirebbe un interessante argomento di dibattito giornalistico; ma l' aerolinea incidentata a Madrid-Barajas non appartiene alla categoria low cost.
Qualcuno ci ha domandato: ma se i giornali tutti dicono che…lei come fa ad affermare il contrario?
Ebbene che ci crediate o meno, questa è una domanda che può mettere in difficoltà.
Non esiste infatti una definizione univoca di cosa sia una compagnia low cost, e pertanto spiegare perché un vettore non rientra sotto questa categoria potrebbe risultare compito non agevole.
Se si consulta l’annuario edito da Flight International (World Airline Directory) la Spanair, al contrario degli altri vettori iberici ClickAir e di Vueling, non è indicata quale compagnia LCC.
Se si consulta Wikipedia, anche in questo caso si troverà che Spanair non è indicata come vettore low cost.
La compagnia non fa parte della ELFAA, l’associazione dei vettori europei low cost, ma è invece membro del gruppo di Star Alliance, ed è risaputo che i vettori LCC sono contrari ad entrare nelle alleanze dei vettori tradizionali.
L’equivoco verosimilmente nasce dal fatto che, agli occhi dell’opinione pubblica e purtroppo anche di molti organi di informazione, i vettori nati nella fase post-deregulation che si sono andati ad aggiungere alla lista delle compagnie tradizionali di bandiera, vengono tutti additati come low cost, solo per il fatto che magari applicano tariffe scontate rispetto ai vettori classici.
Anche gli elementi distintivi che di solito vengono additati quali tipici di un vettore LCC, ovvero:
-Ridotti tempi di turn-around
-Evitare i principali scali, di solito più affollati
possono non essere determinanti. Non mancano infatti esempi di collegamenti operati da vettori low cost su scali principali.
D’altra parte questo della Spanair non è il primo caso del genere. Un altro equivoco simile, un tentativo cioè di spacciare per low cost un vettore che non lo era, già avvenne nell’agosto del 2005 nell’incidente del B737 della cipriota Helios Airways che provocò 121 morti.
Ricordiamo che una compagnia è low cost quando la vendita di posti a tariffe stracciate è misura che segue l’instaurazione di una severa politica di controllo dei costi. Solo quando quest’ultima condizione è osservata, si può attuare una politica tariffaria al ribasso, la quale in ogni caso deve essere consequenziale al buon esito della prima condizione.
Ebbene le compagnie che vantano questi requisiti si contano nel mondo sulle dita di una mano. Tutte le altre che applicano tariffe regalate senza aver ridotto all’osso la struttura dei costi, non solo non possono definirsi low cost, ma rappresentano ibridi tentativi destinati ad una effimera durata, volendo con ciò intendere anche la possibilità di venir acquisiti da vettori di maggiori dimensioni.
La Spanair, e questo costituisce una ulteriore conferma alle nostre affermazioni, poco tempo prima dell’incidente aveva dichiarato l’intenzione di dover procedere a tagli e ristrutturazioni: avete mai letto una notizia similare proveniente da fonte Southwest, Ryanair o EasyJet?
Antonio Bordoni*
*autore del libro "Le Robin Hood Dell' Aria", il modello Low Cost nel settore dell'aviazione civile
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