M.V. Anno IX - Nr 35 del 24/02/2009
Roma, 24 Febbraio 2009
Mi dispiace non condivido la vostra replica alla lettera di Roberta
Good By Travel [vedi
M.V. nr. 27 del 12 Febbraio '09, ndr].
Il 2% equivale a zero, qualsiasi collega può, operando sulla tastiera
di una calcolatrice, verificare che anche un fatturato medio di
vendita al pubblico annuo (diciamo 600.000 EUR) non consente di
coprire le spese di un contratto di lavoro 4° livello, di postazioni Sipax,
costi di fidejussione e di gestione contabile.
Non solo, costringe gli agenti di viaggio a penose discussioni con i
clienti che su internet vedono tariffe diverse da quelle che poi noi
possiamo emettere su Sipax.
Non solo, costringe gli agenti di viaggio a far pagare ai propri
clienti l'ulteriore costo dei diritti di agenzia.
Magari su una tratta Roma-Napoli regionale gli carico il 30% del costo
del biglietto per raggranellare 3 euro.
Hamed, un simpatico egiziano che pulisce i vetri delle auto al semaforo davanti le mie vetrine guadagna di più e non perde il tempo che perdo io anche solo per
accendere Sipax e sperare che funzioni. Tanto non funziona.
E quando funziona, funziona male.
E perché? Per sostenere le perdite di
Trenitalia?
Naturalmente nessuno si farà carico della perdita dei posti di lavoro delle agenzie e dei danni per i cittadini che non troveranno più un punto vendita FS
sotto casa.
E non parlo dei manager che cavalcano le FrecceRosse, parlo degli
anziani, delle nonne, delle zie e degli studenti che non hanno carte
di credito.
Ecco, non concordo con Roberta solo sul sig. Vanacore... è un manager
pagato come tanti altri, niente più che un nome, uno qualunque.
Non
credo proprio che gli si possano riconoscere meriti speciali per
questo "capolavoro" di contratto. Sarebbe sorprendente e divertente,
perfino.
Trenitalia sta caricando sugli agenti di viaggio e sui passeggeri
costi che non è in grado di sostenere, punta evidentemente a spostare
la vendita sul web e lì certo lo sconto ai clienti è superiore alla
commissione che riconosce alle agenzie di viaggio.
Peccato che la gente non si fida di Trenitalia e in tanti (tantissimi nostri clienti) non vogliono rischiare la loro carta di credito.
Peccato che appena il mercato web si sarà consolidato non avranno più bisogno di fare "sconti" on line. Vorrà dire che faranno la fila alle stazioni, e
quando a Termini esploderà la rissa, nelle agenzie di viaggio romani
esploderanno risate fragorose.
Non importa tutto cambia, la gente imparerà a comprarsi i biglietti
del treno in stazione, finché i treni riusciranno a muoversi sui
binari.
Già fino a quando? C'è già una cordata pronta a raccogliere
il "business" dell'alta velocità e lasciare i debiti della restante
via ferroviaria in capo agli italiani tutti?
È una storia già scritta nei cieli italiani. Anche
Alitalia cominciò cancellando le commissioni alle agenzie di viaggio.
Niente di nuovo sotto il sole, come al solito sono i cittadini a
pagare, personalmente ne ho parlato con Hamed, preferisco mettermi in
società con lui, al semaforo, che con Trenitalia a danno dei miei
clienti.
Noi non rinnoviamo il contratto e avremo più tempo per occuparci di turismo.
Un'ultima nota, leggo che alcuni colleghi si preoccupano di chi tra
noi firmerà quel contratto. Beh, chiunque accetti quelle condizioni lo
farà a spese dei propri clienti e dell'economia della propria
azienda.
Non mi pare valga la pena di prendere in considerazione questo genere
di "concorrenza".
Noi sono 30 anni che vediamo colleghi spuntare dal nulla e rientrare nel nulla nel giro di un paio di anni insieme al loro 5, 8, 10% di sconto sui vari cataloghi.
Non sono i cialtroni che girano in ogni settore commerciale a fare la
differenza.
LUANA
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