M.V. Anno IX - Nr 82 del 04/05/2009
Milano, 29 aprile 2009
Secondo la nuova
carta dei diritti del passeggero, emanata dall'ENAC, la trasparenza tariffaria è uno dei diritti del passeggero. Ma la chiarezza enunciata è di difficile interpretazione per il viaggiatore e non è tracciabile nella relazione commerciale tra vettori aerei e la distribuzione turistica, perché?
Con le oltre 50 pagine della
carta dei diritti del passeggero,
Enac intende supportare i viaggiatori in situazioni di disagio e di disservizio, che potrebbero verificarsi nel corso di un vacanza piuttosto che di una trasferta di lavoro. Allo stesso tempo, con questo vademecum che fissa garanzie di trasparenza e chiarezza al viaggiatore, si delinea, indirettamente, anche il modus operandi dei player di mercato, distribuzione turistica compresa.
Nonostante ciò, non si trova un riscontro nella realtà.
La dimostrazione deriva dallo schema relativo alla composizione tariffaria, presente nella penultima pagina del documento con il nome di "
Tariffe Trasparenti". Un titolo piuttosto esaustivo, magari frutto di uno sforzo di comunicazione, che non si riesce a contestualizzare.
Dal punto di vista del viaggiatore è di difficile comprensione e l'unica cosa chiara è che il possessore di un biglietto, a tariffa promozionale, con condizioni restrittive, non ha diritto al rimborso dell'importo del biglietto stesso e degli elementi tariffari inseriti con la nomenclatura TAX XT, dove per XT si intende la somma delle seguenti voci:
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YQ: sovrapprezzo delle compagnie aeree per carburate e costi di sicurezza e assicurazione;
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MJ: sovrapprezzo delle compagnie aeree per l'assistenza ai passeggeri diversamente abili o a mobilità ridotta (RARAMENTE PRESENTE NELLA SOMMATORIA DELLE XT).
Ora, agli occhi del viaggiatore che decide di insistere nell'interpretazione schematica della trasparenza tariffaria (impresa già ardua!), può sembrare tutto normale, ma agli addetti ai lavori dell'intermediazione turistica, non può passare inosservato il fatto che le
XT, o meglio le
YQ, rientrano nella parte superiore dello schema sotto la voce
TAX e, come tali, in caso di mancata partenza dovrebbero essere rimborsate al pari delle altre tasse. Non solo, nella seconda porzione dello specchietto le XT risultano come elementi della tariffa, e in quanto tali dovrebbe essere riconosciuta commissione alle agenzie di viaggio.
Peccato che neppure questo accada.
Dunque, l'esito di questa breve analisi evidenzia come le oramai famigerate XT o YQ sono una duplice fonte di remunerazione per i vettori aerei: da un lato per il mancato rimborso in caso di biglietti inutilizzati e dall'altro, per via del mancato riconoscimento di commissioni alle agenzie di viaggio.
Ma i vettori aerei, causa di questo circolo vizioso, non possono o non vogliono fare chiarezza in merito?
La risposta è abbastanza chiara e probabilmente fino a che la distribuzione turistica non riuscirà a manifestare la propria volontà attraverso una voce corale, i vettori aerei continueranno con questa policy che tutto è tranne che chiara e trasparente.
Sabina Dascoli - ufficio stampa
BCD Travel
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