M.V. Anno IX - Nr 143 del 30/07/2009
Torino, 29 Luglio 2009
Forse vale la pena fermarci qualche secondo per ricordare le persone di cui non si sente più parlare dai media!
Scusandomi dell'intrusione auguro a tutti voi buon proseguimento di giornata.
Massimo Casella - Royal Air Maroc
Lettera allegata:
"Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è
accaduto alle 3:32 del
6 aprile, ma che nell'ultima settimana mi hanno
chiesto se fossi tornato all'
Aquila per preparare gli esami.
Forse mi devo scusare con loro, perché la mia risposta ha sistematicamente
destato un pò di imbarazzo: "
L'Aquila non esiste più", "Ah già , scusami"
Ah già .
Ma è giustificabile.
Ormai le
reti nazionali non parlano più del
terremoto dell´Aquila, troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier, poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra nazione, poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana, poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
Queste sì che sono notizie.
E quelle rare volte che si parla ancora del
terremoto dell'Aquila i toni
sono esaltanti, c'è chi lo definisce "il successo del governo", chi
parla del "miracolo del premier".
Si parla di ricostruzioni avvenute, di problemi risolti.
NON È VERO.
Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole, azioni di
facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo.
La verità è tutt'altra.
[...]
A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i
volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di
Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantere vivibile la
condizione, ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato,
della scarsità di fondi [...] E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l'hanno affatto, che non sanno più cos'è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.
Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
[...] non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità .
Ricordatelo: l'emergenza non è finita".
R.C., un ex residente dell'Aquila
Lettera ridotta
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