Trans, Escort, Droga e trasgressioni spinte: degrado morale o 'comuni' prodotti di largo consumo?
M.V. Anno IX - Nr 213 del 25/10/2009
Tratteremo solo marginalmente della vicenda che vede coinvolto Piero Marrazzo e questo per due motivi: il primo è che non sta a noi giudicare ed il secondo perchè avendo ammesso praticamente tutto il (o l’ex) Governatore del Lazio ha già iniziato la sua seconda vita.
Si dice ’chi è senza peccato scagli la prima pietra’ e anche 'prima di guardare la pagliuzza negli occhi del prossimo guarda la trave che c’è nei tuoi di occhi', partendo da questi due detti Evangelici si può rilevare che, ai giorni nostri, viene più criticato e sbeffeggiato qualcuno non tanto per l’atto che ha compiuto quanto perché si è fatto scoprire.
Pochi giorni fa abbiamo assistito ad un tentativo di delegittimazione, basato sul niente, attuato nei confronti di un giudice; figuriamoci quindi se per prevalere su un avversario (in genere politico) non si approfitta di fatti moralmente discutibili, benché privati.
Fatti privati che però, quando riguardano personaggi pubblici, è difficile ignorare; ne sa qualcosa Lapo Elkann e oggi ne sa qualcosa anche Piero Marrazzo.
Persone incastrate perché incedono a certe loro ‘debolezze’, per una volta o per abitudine non è dato (e non importa) saperlo; seguite o fatte seguire per coglierle in flagrante, in proprio o per conto terzi.
Probabilmente il (o l'ex) Presidente della Regione Lazio si avvia ad affrontare un periodo molto difficile, ma il fatto che abbia avuto il coraggio di ammettere l’accaduto lo si può già considerare l’inizio del suo riscatto e forse della sua nuova vita.
Chissà quanti, senza che si sia mai saputo, hanno subìto ricatti in seguito ai quali sono stati costretti ad abbandonare l’agone politico o un’ importante carica professionale.
Nelle grandi città ci sono interi quartieri dove quelli che vengono definiti transessuali, travestiti, trans, viados o, per usare un aggettivo più sofisticato, transgender, a partire dalla mezzanotte offrono uno spettacolo di degrado a cui partecipano migliaia di cittadini.
Ci sono quelli che in questi quartieri vi transitano solo per tornare a casa e ci sono anche i ‘semplici curiosi’, ma perlopiù ci sono i clienti, tanti clienti; di ogni razza, religione, professione e ceto sociale; si va dall’insospettabile padre di famiglia al prelato in borghese, passando per tutte le categorie intermedie.
E’ un fenomeno che è entrato a far parte del tessuto sociale metropolitano e la televisione stessa lo ha sdoganato attraverso vari personaggi che è inutile stare qui a citare.
Si tratta di prostituzione con un pizzico di perversione e magari, quando accompagnata dall’uso di droghe, anche di trasgressione spinta all’eccesso.
Chi li ha intervistati ha definito i Trans per la maggior parte dei disperati, dei disadattati che, per avere lo ‘stomaco’ di fare ciò che fanno, si drogano e si ubriacano; non bisogna però dimenticare che esercitano la loro ‘professione’ grazie al favoreggiamento di chi da’ loro case in affitto e che pubblicizzano i loro ‘prodotti’ (lo stesso discorso vale per le escort e per le prostitute) su migliaia di siti internet gratuitamente e, a pagamento, su importanti quotidiani; in uno di questi oggi si può esplicitamente leggere: trans bellissima chiamami .., bellissima transex snella .., transex decoltè garantito .., super trans potentissima .., trans nera espertissima ..;’.
Insomma in una società opulenta i vizi tendono a prendere il sopravvento e anche quello del sesso e della droga, come ogni altro mercato, da’ al consumatore quello che il consumatore vuole.
La propaganda avviene, come abbiamo appena scritto, a mezzo giornali e tv (quindi come per qualsiasi altro prodotto di largo consumo) i ‘punti vendita’ possono essere squallide topaie di pochi metri quadri (pagate anche 1000 euro al mese in nero) e anche la strada ed i cespugli, perché, è bene ricordarlo, il trans ha poco o niente da perdere mentre il cliente spesso non valuta il rischio.
Insomma, per tornare al nostro titolo, quando si ha tutto, magari anche il potere, la noia può prendere il sopravvento ed ecco che allora diventa più difficile far fronte alle tentazioni e al desiderio di ‘trasgredire’.
Resta solo da capire se questo fenomeno può essere ancora inquadrato in un contesto (auspicabilmente recuperabile) di degrado sociale o se invece si tratta di un qualcosa che si è radicato nelle società cosiddette .. evolute.
Sarebbe ben triste dover constatare che quello che corrisponde al vero è il secondo.scenario.
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