M.V. Anno IX - Nr 261 del 23/12/2009
Mozzo, 23 dicembre 2009
LETTERA APERTA
Il pomeriggio del
21 dicembre ho impiegato 6 ore per tornare da Milano al mio ristorante, quindi circa 20 km; ieri al telegiornale ho ascoltato le dichiarazioni del ministro del Turismo
Michela Vittoria Brambilla, che affermava che "in fondo" Milano se l'è cavata.
E la cosa mi ha lasciato un po' sorpreso.
Che in queste parole ci sia un pizzico di demagogia lo dimostrano i fatti: i miei
30 clienti prenotati per cena non sono venuti; i
50 prenotati al ristorante Via del Borgo di Concorezzo hanno fatto lo stesso.
E così è successo in decine di ristoranti di tutta l'area milanese e brianzola, e più in generale in
Lombardia.
Migliaia di cittadini-clienti rimasti intrappolati nelle loro auto. In coda magari nelle tangenziali cittadine o dinanzi ad implacabili esattori di caselli autostradali.
In coda anche per
totale disorganizzazione di fronte ad un evento ampiamente previsto.
Il risultato sono stati
migliaia di clienti e di euro persi per la ristorazione milanese e lombarda.
Ma davvero non si poteva fare qualcosa di meglio e, riguardo solo alle autostrade, aprire i caselli e agevolare la situazione di deflusso?
La situazione era di emergenza o no? E valeva per tutti o no?
A cosa si riduce il servizio e il valore aggiunto del Turismo in queste situazioni? A fare pagare un pedaggio e a irritare i cittadini?
Ammiro ciò che il
ministro Brambilla fa per il Turismo, ma vorrei ricordare che la
Ristorazione merita altrettanta attenzione, anche se, come spesso accade, ci si dimentica che
il Turismo è anche e soprattutto Ristorazione.
Non siamo figli di un dio minore. Almeno a partire dall'anno nuovo ci aspettiamo una maggiore considerazione verso la nostra categoria.
Buon Natale a tutti e in particolare a lei Ministro.
MATTEO SCIBILIA
Presidente del Consorzio cuochi e ristoratori di Lombardia
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