Sono oltre 6.000 i chilometri di rotaie ‘dimenticate’ che partono dalle città, corrono tra le valli, risalgono le montagne e scendono fino al mare. Oggi però non accompagnano più nessun treno, sono i nastri d’acciaio che un tempo collegavano città e campagne, regioni tra loro, tornati alla primitiva natura.
Di questi percorsi ci si riappropria domenica 7 marzo con la Terza Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate: iniziative, incontri, visite guidate, escursioni a piedi o in bicicletta, treni storici speciali. Sarà la riscoperta popolare del patrimonio ferroviario minore con la partecipazione di migliaia di persone (circa 20 mila nell’edizione dello scorso anno).
Ci sarà chi per questa domenica tornerà a far passare un treno «speciale» per riscoprire il paesaggio visto dal finestrino; chi rimetterà in moto locomotive diesel d’epoca; chi valorizzerà le greenway italiane come in Umbria, con l’evento Ferroway+tramWay sulla greenway della Valnerina lungo la vecchia ferrovia Spoleto-Norcia; chi farà la prima corsa su una ferrovia fantasma da Santarcangelo di Romagna a Urbino; chi, ancora, metterà in moto il treno irpino del paesaggio, per valorizzare una ferrovia ancora attiva ma molto trascurata; chi andrà in bicicletta lungo la vecchia ferrovia dismessa di Piazza Armerina in Sicilia; chi allestirà mostre con foto d'epoca sulle tratte ferroviarie, tranviarie, funicolari per ricordare come si potesse viaggiare con lentezza godendosi meravigliosi paesaggi.
L’idea di ricordare gli antichi percorsi ferroviari in una giornata di nostalgia, nasce da Co.Mo.Do. (Confederazione per la mobilità dolce).
Per informazioni sugli eventi consultare il sito www.ferroviedimenticate.it.