Secondo l’Osservatorio del Business Travel (OBT) il 2009 ha visto una flessione del 7,5% dei viaggi d’affari, rispetto al 2008. Nel complesso si sono contate 31,4 milioni di trasferte, con una spesa totale, per le aziende italiane, di 17 miliardi, in flessione di oltre il 10%.
Ricordiamo però che la dinamica dei viaggi d’affari è stata in forte crescita ininterrotta, dal 2001 al 2009.
La riduzione dei fatturati ha portato le aziende a limitare soprattutto i viaggi collettivi, e cioè trasferte per fiere, incentive e riunioni aziendali. Peraltro i viaggi individuali hanno beneficiato dell’esigenza, in un periodo di crisi, di spingere l’attività commerciale, e quindi questo tipo di turismo d’affari ha patito meno della media in termini numerici. Ma l’effetto crisi ne ha determinato il forte ridimensionamento di costo. Si è risparmiato sulla componente trasporto (-11%), alloggio (-10%), e ristorazione (-5%).
Quanto ai mezzi di trasporto, in Italia il numero delle trasferte effettuate in auto è sceso del 9%, e del 10 quelle in aereo, mentre è salito dell’11% circa l’uso del treno.
Per quanto riguarda i rapporti delle aziende con le agenzie di viaggio utilizzate, è interessante quanto emerso dalle interviste con i Travel Manager, circa i punti di forza e debolezza di tale rapporto.
Le aziende sono in prevalenza soddisfatte in quanto a economicità proposte, flessibilità e a tempistiche di risposta.
Note meno positive invece per ampiezza dell’offerta e capacità di consulenza. Ci si lamenta quindi dell’eccessivo turnover del personale dell’agenzia, della passività in quanto a proposte innovative di risparmio.
Anche la reportistica è mediamente criticata: mancano infatti dati ed indici raccolti in modo strutturato, e mancano anche strumenti validi di raccolta di soddisfazione del servizio erogato. Infine gli orari: molti clienti vorrebbero maggiore flessibilità, ad esempio per organizzare viaggi all’ultimo momento, magari fuori dagli orari classici di ufficio.
Anche se vi sono agenzie specializzate nel Business Travel, che intercettano l’85% della spesa globale BT e a cui fanno riferimento soprattutto le aziende con grossi volumi di spesa, il giudizio mediamente di soddisfazione dei Travel Manager non vede differenze fra AdV specializzate e non, con punteggi di 5 su 7, quindi positivi.
Interessante notare che la soddisfazione finale cala notevolmente quando si by-passa l’intermediazione, tramite l’uso di Internet. Si risparmia quindi (o almeno si dovrebbe), ma pesa la fatica della ricerca, il tempo maggiore perso e la minore assistenza.
Per il 2010 si possono fare previsioni, basate su interviste ai Travel Manager delle principali aziende, e relative impressioni. Partendo da questa fonte, il 2010 sembrerebbe in linea con il 2009, senza quindi ulteriori cadute di indici.
Ultima nota metodologica: l’OBT è promosso dalla rivista Turismo d’Affari; la ricerca 2009 è stata affidata dall’Università di Bologna, in collaborazione con la Scuola Superiore di Scienze Turistiche.
Sono stati intervistati, a fine 2009, i responsabili Viaggi di un campione stratificato di aziende manifatturiere e di servizi; non ci si è occupati del settore pubblico e dell’agricoltura.
CCM