Se nel corso della Bit, recentemente conclusasi, il Sudafrica (con i Mondiali di Calcio) e la Cina (con l’Expo di Shanghai) hanno occupato un posto di primo piano, l’Italia si è ben difesa con le iniziative che ogni regione o località hanno messo in campo con la convinzione di tamponare il calo di turisti, in special modo di provenienza straniera.
La più importante riguarda infatti - dopo un anno di gestazione - l'entrata in funzione dell'accordo raggiunto tra il Ministero del Turismo e le Strade del Gusto per una serie d'iniziative da attuare in molte città italiane e all'estero con il fine di tornare a far assaporare a tutti gli antichi piatti. Ma questa è poca o insufficiente cosa se il tutto non è accompagnato da una politica di rigore sulla qualità dei servizi, su quella dei prezzi e sulla vera classificazione degli esercizi. Tutto il resto è bello, fa scena ma non va al fondo dei problemi.
Dopo tanti anni di “sonno” si riscopre che le pietanze realizzate con prodotti naturali e genuini, cucinati come una volta, sono una ricchezza non solo da salvaguardare, ma addirittura da valorizzare tanto che possono essere uno dei nostri cavalli vincenti per riconquistare una parte del terreno perduto in campo turistico. Ed è in questo quadro che rientrano i percorsi, le Strade del vino, quelle dell' olio, dell'artigianato: insomma della nostra cultura. E qui rientrano in gioco le regioni e le realtà locali.
Il caso ha voluto - ma per noi è stato un fatto molto significativo - che accanto al grande stand del Ministero del Turismo si trovasse alla Bit una piccola struttura verde con due soli operatori in rappresentanza dell'Associazione de "I Borghi più belli d'Italia", di quell'Italia nascosta che pur facendo capo all'Anci per farsi conoscere (i paesi devono avere non più di 15.000 abitanti) deve essere sostenuta economicamente dai comuni.
Sono oltre 300 le località, delle quali 196 sono dei semplici borghi, non solo da salvaguardare, ma da valorizzare in quanto rappresentano un inestimabile patrimonio culturale; ed è a questo scopo che da un paio d'anni opera un tour operator che fa capo al Club de "I Borghi più belli d'Italia" (www.borghitalia.it) proprio per disciplinare le varie richieste.
Abbiamo chiesto a Umberto Forte, direttore del t.o., quali strumenti vengono utilizzati per far conoscere quello che ad esempio per simili agglomerati viene fatto in Francia attraverso Maison de France. "Purtroppo - ci ha risposto - noi non possiamo disporre di una struttura del genere. Comunque facciamo l'impossibile perché nelle più importanti Fiere straniere e in tante manifestazioni che hanno luogo nel nostro paese si noti la nostra presenza. I risultati fin qui raggiunti ci confortano nel nostro lavoro".
Una analoga o quasi simile risposta c'è venuta da Luigi Baldani direttore dell'Associazione "Città d'Arte della Pianura Padana", formata da 13 Comuni che vanno da Alessandria a Ferrara passando per Vercelli e Modena. Ha per scopo principale quello di far "entrare" il viaggiatore nel cuore delle città partendo dalla storia all'arte, alle industrie al motore vivo che le caratterizza.
Ci piace ricordare quanto vien fatto nel Salento dove l'enoagrostronomico è uno dei principali motori economici locali e che, accanto alle sue bellezze naturali, ai fondali cristallini e a spiagge da fare invidia a quelle dei paesi tropicali, unisce tante manifestazioni tradizionali a testimonianza del suo passato, nerbo di una vita operosa e che la modernità non riesce a scalfire. E quando l'Assessore alla Cultura della provincia di Lecce, Francesco Pacella, parla di questi luoghi è come tornare ai tempi che furono e dei quali oggi si avverte fortemente il bisogno di rivivere.
Luoghi dimenticati, o quasi, dai finanziamenti statali e che per farsi conoscere devono provvedere in... proprio.
Se in Sicilia la trasmissione "Agrodolce" di Giovanni Minoli è servita in un certo qual modo a far scoprire le potenzialità artistiche e produttive dell'isola ha aperto anche le porte al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo che sta per entrare in funzione, quale succursale del Centro romano, col fine di preparare dei giovani cineasti da inserire tra le produzioni cinematografiche dei paesi che s'affacciano sul Mediterraneo e oltre.
Una nuova fonte di lavoro questa sostenuta dalla Regione e che permetterà, come precisava Francesco Alberoni, durante la conferenza svoltasi alla BIT, di utilizzare appieno per le riprese (anche di produttori stranieri) le bellezze millenarie di uno dei posti più belli del mondo.
Ma la quattro giorni milanese ha permesso, tenendo conto della carente situazione economica del mondo, di vedere come ogni regione del nostro paese intende muoversi per superare, col minor costo, questo periodo che dovrebbe essere caratterizzato da quelle riforme da troppo tempo attese e che invece tardano a venire.