Cessato allarme Tsunami, in Giappone nel periodo di all'erta, sono state evacuate 320000 persone dalle coste.
Italia e Stati uniti in prima fila per portare aiuto alle popolazioni cilene colpite dal terremoto; dal nostro paese pronti a partire gli aiuti non appena le autorità locali daranno il via libera.
Dopo le polemiche seguite al terremoto di Haiti si pensa subito ad organizzare un coordinamento per razionalizzare al meglio gli interventi ed ottenere la massima efficacia.
Michelle Bachelet, presidentessa del Cile, ha dichiarato che il terremoto ha coinvolto oltre 2 milioni di persone ed ha diramato un appello per infondere forza negli abitanti delle 7 regioni colpite.
Banca Mondiale e fondo monetario internazionale hanno prontamente offerto il loro appoggio dichiarandosi pronti ad intervenire secondo le modalità che il governo del paese sudamericano riterrà più utili.
Si rende necessaria una riflessione: il precario equilibrio del pianeta ci dimostra ancora una volta quanto siano assurdi gli atteggiamenti umani in difesa di posizioni preconcette.
Di questi tempi poi, in cui, perlomeno in Italia, si parla molto dicostruire centrali atomiche, bisognerebbe chiedersi che cosa potrebbe succedere se l'epicentro di un sisma venisse a trovarsi sotto una di queste.
L'Aquila prima, Haiti dopo e ieri il Cile, dovrebbero orientare le opzioni sulla produzione di energia e far confluire ricerca e investimenti verso fonti naturali e rinnovabili.
Sarebbe un atto di buon senso.