C'è forte apprensione nelle aziende agricole per il ritardo al via libera all'ingresso di 80mila lavoratori stagionali immigrati dai quali dipende il 10 per cento dei raccolti nelle campagne italiane dove stanno per iniziare i lavori di preparazione della primavera. E' quanto afferma la Coldiretti, in occasione dello primo ''sciopero degli immigrati'', nel sollecitare la tempestiva pubblicazione del decreto flussi 2010 in gazzetta ufficiale poiché il ritardo rischia di danneggiare settori di grande rilevanza per il Made in Italy agroalimentare.
Sono circa 30mila le aziende agricole italiane che secondo la Coldiretti assumono lavoratori extracomunitari con albanesi, indiani, marocchini, tunisini, macedoni che sono le principali nazionalità dei lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura dove prevalgono i rapporti di lavoro stagionali per le caratteristiche proprie del lavoro nei campi legato ai tempi di raccolta delle produzioni.