A Milano, all'incrocio con Via Montenapoleone, si trova al numero 6 di Via Sant'Andrea il Palazzo Morando. Questo antico edificio, appartenuto alla nobiltà lombarda e donato nel 1945 dalla contessa Lydia Caprara Morando al Comune di Milano, da alcuni giorni è divenuto la sede di Costume Moda Immagine, colmando un vuoto da fin troppo tempo avvertito dai cultori di quella che è una tra le più importanti risorse creative ed economiche del nostro Paese: la moda.
Nelle sale ubicate al 1° piano si può rivivere la storia di Milano tra il Settecento e il Novecento; al pianterreno tutto è predisposto per accogliere esposizioni di tessuti e modelli oltre a proiezioni di filmati, concerti e conferenze. La capitale della Moda con questa struttura può finalmente disporre di un ambiente strategico per le manifestazioni a venire.
Abbiamo accennato alla parte del palazzo legata a due secoli della vita milanese. È formata da 21 sale, si parte dalla dominazione spagnola (XVII -XVIII secolo) e dalle guerre di successione, per passare ai volti della stagione dei Lumi - è bene precisare che ogni sala, sapientemente restaurata, abbonda di quadri, cimeli e manichini con costumi dell'epoca - al periodo dell'ordine asburgico e alla celebrazione napoleonica. Dalle volte del Duomo alle gallerie e al commercio; da una città di acqua e caffè, ai riflessi di cielo e di acqua nell'età romantica.
È poi la volta delle vedute cittadine immortalate da Angelo Inganni, delle chiese e delle barricate per l'Unità d'Italia. C'è la Milano capitale morale, quella di Arturo Ferrari con i suoi acquarelli, la sala Dhò con i ritratti d'importanti imprenditori milanesi, la successiva sala d'Ercole nella quale sono situati gli abiti femminili della Belle époque, la saletta egizia con pavimento in mosaico e indumenti femminili ispirati al Medio Oriente. Nel salottino dorato è possibile ammirare una sopraveste in seta.
C'è la galleria dei busti scolpiti, a seguire la saletta rossa con lavori d'avorio, maioliche e vetri. Nella sala dell'Olimpo ritroviamo abiti maschili del XVIII secolo. Seguono infine la "prima saletta rossa", la Galleria cinese e, l'Anticamera.
Ogni sala con mobili d'epoca e sapientemente restaurata è, come dicevamo, uno spaccato della vita milanese del passato.
"L'apertura del Palazzo Morando è un fatto culturale - come ha evidenziato, al momento dell'inaugurazione, l'Assessore alla Cultura di Milano Massimiliano Finazzer Flory - molto importante per rivivere la storia del vestire nei secoli passati e che ci permette di scoprire meglio le radici della creatività e dell'ingegno dei couturiers".
“L'edificio deve servire a tutti, ma in modo particolare ai giovani, per comprendere, con manifestazioni appropriate, il valore dei cinque sensi... che vanno dalla musica, al gusto del palato, al design, al profumo, al tatto. Per far questo, in certe occasioni, s'andrà oltre i canonici orari d'apertura. Da qui l'appello ai giovani portatori di nuove energie”.
Invito questo rafforzato dalle parole di Mario Boselli, Presidente Camera Nazionale della Moda, che ha ricordato come in fatto di stile e capacità creative noi siamo i più bravi del mondo.
Intanto i visitatori - l'ingresso è gratuito - potranno ammirare anche le esposizioni, tutte raccolte al pianterreno, del "The Thread of Dreams: Il filo dei sogni Frette 1860-2010"; i "Dettagli di moda - Gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangianelli" e "La Collezione Tirelli- Costumi dell'atelier tra cinema e teatro".
Non va dimenticato che al Castello Sforzesco nelle Civiche Raccolte d'Arte Applicata si trova il resto dei 10 mila costumi d'epoca.