In questo nuovo libro è contenuta la tesi secondo cui Robin Hood, il leggendario fuorilegge che “rubava ai ricchi per regalare ai poveri”, in realtà non fosse altro che un usuraio dell’ordine dei Templari, che invece di regalar soldi, li prestava con interessi.
John Paul Davis ha presentato la sua teoria dopo aver esaminato alcuni passaggi di una ballata inglese, risalente al '500, dal titolo "A Gest of Robyn Hode" , che racconta di Robin Hood che prestò 400 sterline ad un cavaliere che aveva un ingente debito con un abate.
Secondo il racconto Robin accettò di prestare il denaro (che doveva esser restituito entro un anno) al cavaliere, dopo aver verificato le garanzie dell’affare; il cavaliere tornò da Robin e si offrì oltre a restituirgli i soldi, di pagargli gli interessi. Robin non accertò se i soldi fossero tutti, perché in fondo li aveva già rubati all'abate per punirlo della sua avidità e disse al cavaliere che sarebbe stato sbagliato per lui ricevere i soldi due volte.
Inoltre nella ballata ci sarebbe persino la prova Robin Hood fosse un membro dell'ordine dei Templari.
All'epoca infatti soltanto i Templari praticavano quel tipo di prestito dall’elevata somma di denaro.
Davis afferma: "dietro al prestito, doveva esserci una grossa organizzazione e non soltanto un fuorilegge solitario".