La Cassazione ha stabilito che le donne non possono essere criticate solo perché fanno parte del genere femminile: soprattutto in ambito lavorativo.
Le discriminazioni riguardo il sesso femminile offendono e feriscono la dignità della persona; chi le persegue è passibile di condanna penale ed è chiamato a risarcire il danno.
La sentenza riguarda un giornalista e un sindacalista, condannati per aver criticato e qualificato come "donna", in senso dispregiativo, la direttrice del carcere di Arienzo a Caserta.