Chi vedeva nel vecchio modello sanitario americano l'esempio da seguire ora dovrà fare rapidamente dietrofront e cominciare a vedere le cose da un altro punto di vista.
Appare chiaro che non conviene a nessuno lasciare indietro una parte dell’umanità; non conviene nel primo Mondo come nel secondo, il terzo o il quarto che dir si voglia.
L’umanità è una, ed è fatta di uomini, donne e bambini che hanno tutto il diritto di poter vivere dignitosamente il tempo dell’esistenza terrena.
Non staremo a dire chi, politicamente ha vinto o perso, a noi interessa il risultato; un risultato che premia gli sforzi, la buona volontà e buona fede di un presidente USA, Barack Obama, coerente con se stesso e con gli impegni assunti in campagna elettorale.
Il mitico slogan ‘Yes We Can’ (sì, noi possiamo!) sta a significare che Lui, il Presidente, è veramente lì per rappresentare il popolo americano e che i risultati lì ottiene per il popolo e ‘con’ il popolo.
Obama è riuscito dove altri suoi illustri predecessori hanno fallito; forse erano maturi i tempi o forse la determinazione nel voler perseguire il risultato è stata tale da poter superare qualsiasi ostacolo.
Ora 32 milioni di americani potranno accedere ad una polizza sanitaria dai costi accettabili, non una sanità pubblica come c’è in Europa, ma la garanzia di poter accedere alle cure sia per i giovani che per gli anziani che per le famiglie delle fasce più deboli.
Soprattutto nessun malato potrà più essere abbandonato dalle varie Mutue.
Bastavano 216 voti, Obama ne ha ottenuti 219, il resto è Storia.
"Questa notte abbiamo dimostrato al mondo che siamo un popolo ancora capace di grandi cose", è stata questa la prima dichiarazione ‘a caldo’ di Barack Obama; è vero c’è la possibilità che la ‘partita’ possa riaprirsi perché nel caso venissero presentati emendamenti la legge tornerebbe alla camera per una nuova votazione, ma il Presidente resta fiducioso ed ha aggiunto: "Il cambiamento non scende dall'alto ma sale dal basso".
L’avvento di questa riforma è un passo in avanti importantissimo non solo per gli americani, infatti indica la strada a tutte le nazioni civili e democratiche puntando l’attenzione sul fatto che la crescita economica di un paese non deve lasciare indietro nessuno dei suoi abitanti.
È sempre Obama a dire: "Questa non è una riforma radicale, ma è una riforma importante. Questa legge non aggiusta tutto ciò che non funziona nel nostro sistema sanitario, ma ci muove nella direzione giusta".
Come non essere d’accordo?
L’America è un Paese dove si rispettano le regole e vige la certezza del diritto, all’interno di questi princìpi, una legge quale quella approvata va nella direzione di vedere riconosciuta la dignità di ogni uomo.
Naturalmente - e forse giustamente - ci sono altre cose degli USA che possono e devono essere messe in discussione, ma quando, come in questo caso, si è in presenza di una ‘svolta’ così importante, l’approvazione ed il plauso non possono che essere unanimi.