La BIT 2010 è stata l’occasione per ribadire la funzione dell’Osservatorio sullo sviluppo del turismo locale e per fornire alcuni dati raccolti in questi mesi sulla capitale lombarda.
L'Osservatorio è costituito da Enti, Istituzioni ed Associazioni; citiamo solo a titolo esemplificativo la Regione Lombardia, la Provincia ed il Comune di Milano, varie Unioni di Commercio, Turismo, Servizi e Professioni, Assolombarda, Fiera Milano, TCI, ecc. Insomma, tutti gli attori che girano attorno al tema del turismo.
Il tutto ha preso le mosse, ad ottobre 2008, dal Programma di Sviluppo Turistico presentato dal Comune di Milano e dagli altri partner.
L’obiettivo è la raccolta di “dati certi” sull'andamento del mercato turistico, tali da permettere poi ad amministratori pubblici di “individuare e promuovere strategie e politiche di intervento finalizzate allo sviluppo del settore”.
Per fare questo sono messe in atto collaborazioni con le principali università milanesi. Il Comune di Milano ha infatti coinvolto tre università milanesi, Bicocca, Bocconi e IULM, per impostare metodi di lavoro standard e dare affidabilità quindi ai dati e agli indici che via via verranno messi a disposizione, e per aiutare anche ad interpretarli.
Il problema dell’affidabilità dei dati è noto: i media sono infatti invasi da tabelle e numeri di frequente poco attendibili, raccolti con criteri approssimativi e spesso inquinati da interessi vari.
“Non è quindi una aggiunta di burocrazia - sottolinea Orsatti, assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità del Comune di Milano - ma una fonte essenziale, soprattutto in vista dell’Expo 2015 e di molte scelte che dovranno essere prese in vista di tale evento”.
Ecco alcuni dati che sono emersi da questi primi mesi di studio, condotti dalle 3 università citate.
Il Turismo a Milano vale circa 3,4 milioni di arrivi annui (al 60% internazionali), e 7,2 milioni di presenze.
Le strutture ricettive (oltre 600), sono in maggioranza classificate 4 stelle: i nuovi investimenti sono nella fascia alta. La quota globale del settore business è intorno al 50%, più centrata sui 4 stelle. Il fieristico pesa per il 26% nei 3 stelle, e scende al 20 nei 4 stelle.
I tassi di riempimento delle camere sono da anni in crescita, e sono ora sull’1,4 presenze per camera; l’influenza del turismo business resta quindi evidente.
Il turista parte da Milano con una percezione mediamente positiva, e migliore rispetto a quanto si attendeva.
Cosa gli resta memorizzato, in ordine di importanza? Ovviamente il Duomo al primo posto: poi lo shopping, la Scala, la Moda e il Calcio/Sport. Tutto il resto - compresa la cultura vera, musei, chiese, architettura ecc. - è fortemente distanziato.
Il contatto diretto con il cliente, resta il canale commerciale più diffuso, in particolare per i 5 stelle (63%); la quota di prenotazioni tramite GDS/CRS è del 15/20%, solo per i 4 e 5 stelle, ed è invece scarsissima sui 3 stelle dove il canale “sito web” è più significativo.
In conclusione, in base a questi dati gli obiettivi che Milano deve porsi sono soprattutto destagionalizzare, allungare le permanenze medie, aumentare il segmento leisure e affermarsi definitivamente come meta congressuale.
Per gli operatori, questo significa migliorare nei canali commerciali e di comunicazione, nelle scelte di mix e ovviamente nella qualità dei servizi offerti.
Per gli enti politico-amministrativi, il compito è invece sviluppare le infrastrutture, promuovere l’area e gestire strategicamente gli eventi che come è noto sono quelli che portano visitatori ma anche diffondono l’immagine della città nel mondo.