Da Federalberghi arriva finalmente un consuntivo con il segno più; è quello relativo alle settimane bianche e ai week-end sulla neve.
L’incremento registrato quest’anno nel periodo gennaio-marzo è del 40%: oltre 2,8 milioni di italiani maggiorenni (rispetto ai 2 milioni del 2009) hanno trascorso una settimana in montagna.
A questi si aggiungono i quasi 6,14 milioni (rispetto ai circa 5,8 milioni del 2009) che nello stesso periodo sono stati almeno una volta in località montane e sciistiche dell’Italia, per una crescita di quasi il 7%.
Ancora più eclatante l’ascesa dei fine settimana: tra coloro che hanno trascorso la settimana bianca, circa 770 mila (rispetto ai 400 mila maggiorenni del 2009) hanno anche effettuato almeno un week end sulla neve, con un aumento verticale del 90%.
Una tendenza chiara che, secondo il Presidente Federalberghi Bernabò Bocca, “ha riguardato l’intero ‘popolo’ degli italiani appassionati di sport invernali, facendo registrare incrementi sia nelle storiche settimane bianche, sia nei week-end trascorsi in qualcuna delle innumerevoli località montane del Bel Paese. Un incremento - aggiunge Bocca - peraltro favorito da una attentissima politica dei prezzi che gli albergatori italiani da soli, senza alcun incentivo pubblico, hanno attuato assecondando la grave crisi economica che il mondo intero sta attraversando”.
E il presidente si spinge oltre, sottolineando l’occasione propizia per questo segmento turistico: “Alla luce quindi di questi interessanti risultati, che probabilmente costituiscono una eccezione a livello europeo, andando completamente in controtendenza rispetto a quello che è l’andamento turistico dei Paesi nostri principali competitors nell’Unione europea, il governo dovrebbe prendere in seria considerazione l’esame di misure indispensabili per sostenere questi segnali di ripresa spontanea del settore. Se infatti dal solo segmento del turismo montano italiano giungono le prime avvisaglie di una ripartenza dell’economia turistica nazionale, appare quanto mai indispensabile varare da un lato misure fiscali a supporto del settore e dall’altro una capillare e robusta campagna promo-pubblicitaria internazionale per rilanciare a tutto tondo l’immagine del Paese”.