Bocca, Confturismo: ''Iniziative interessanti, ma servono misure fiscali e promozione''.
Via libera del Consiglio dei Ministri alle nuove norme del Ministro del Turismo Vittoria Brambilla in materia di nautica e di turismo sportivo legato alla diffusione del gioco del golf.
Due le norme contenute nel ddl di riforma della legislazione portuale. La prima riguarda la possibilità per le Autorità Portuali di destinare ad approdi turistici “strutture o ambiti idonei” nell’area portuale che risultino sottoutilizzati o non utilizzabili, per funzioni di prevalente interesse pubblico. Secondo il Ministro, questa norma “permetterà di fare fronte alla crescente domanda di spazio per la nautica da diporto, un settore che contribuisce significativamente al turismo, ma ancora in maniera minore rispetto al suo potenziale”.
Un settore quello dell’intera Nautica che, secondo l’ultimo rapporto dell’UCINA (Unione Nazionale Cantieri Industrie Nautiche e Affini) “La nautica in cifre”, produce in media un fatturato annuo di 6 miliardi di euro, che contribuisce al PIL italiano per circa 5 miliardi di euro.
La seconda norma, invece, interessa i punti d’ormeggio rimovibili per le piccole imbarcazioni e i natanti da diporto, ovvero gli impianti di ancoraggio e collegamento con la terraferma, comunemente chiamati “pontili galleggianti”.
Chi è titolare di concessioni demaniali marittime, anche in via provvisoria, potrà realizzare, nell’area concessa queste strutture a carattere stagionale, nel rispetto comunque della vigente disciplina paesaggistica e ambientale.
“Scopo della norma è evitare che gli operatori possano subìre perdite cospicue a causa delle incertezze interpretative e delle controversie che ne scaturiscono. Il caso di Ponza - spiega il Ministro Brambilla - dove lo scorso anno sono stati sequestrati una decina di pontili per natanti da diporto, con pesanti conseguenze per la stagione estiva è un esempio significativo. Va ricordato che questo comma si applica anche alle coste dei laghi, dove si registrano problemi analoghi”.
Ecco allora che le due norme, appena varate, andrebbero ad intervenire su un settore che in Italia si presenta in questo modo: il 46% dei posti barca è costituito dai porti turistici, il 43% dagli approdi turistici, l’11% dai punti di ormeggio.
Le Regioni dove maggiormente si concentrano i posti barca sono Liguria e Toscana, ben il 31,7%, se poi si aggiungono i posti di Campania e Friuli Venezia Giulia raggiungiamo il 53,7% del totale. Solo negli ultimi anni, in crescita i posti in Molise, Abruzzo, ancora in Toscana e Friuli Venezia Giulia, caso a sé il Veneto che invece decresce.
Di tutt’altro genere, l’altro ddl varato dal Ministro Brambilla che introduce “misure per incentivare il turismo sportivo tramite la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici”.
La volontà è di costruire in Italia, come in Spagna, Portogallo, Tunisia e Marocco, un segmento forte dell’offerta turistica legata al golf, uno sport che da noi, non ha conosciuto ancora un adeguato sviluppo, ma che rappresenta un business in grado di muovere molti miliardi di euro.
Nel mondo infatti, ci sono infatti 94 federazione ed oltre 64 milioni di golfisti attivi, per lo più concentrati in America (59%) e Asia (22%), solo il 16% in Europa, percentuale però in netta e costante crescita, +108% negli ultimi 15 anni. In Italia, il panorama golfistico conta attivi 180 circoli, con campi regolamentari dalle 9 alle 36 buche, 43 impianti promozionali con campi dalle 3 alle 9 buche e 50 campi pratica. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la Regione leader è la Lombardia, seguita dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal Lazio.
Se è vero che ogni anno si muovono nel mondo 25 milioni di turisti per giocare a golf, la particolarità che li rende molti ricercati, è la maggiore disponibilità economica di cui godono.
In media, un golfista spende circa 90 euro al giorno, escluso viaggio e alloggio, contro i 53,83 euro della spesa media degli altri turisti nel nostro Paese, creando così un giro d’affari pari a 350 milioni di euro, prodotti semplicemente dagli introiti legati alle attività del circolo golfistico . Senza contare cioè i ricavi generati da tutto l’indotto (sviluppo immobiliare, alberghi, vacanze).
È proprio a questo punto che entra in gioco il nuovo ddl, che stabilisce la possibilità di costruire impianti golfistici dotati di percorsi di 18 buche, includendo altresì, nei servizi turistici offerti, anche altri prodotti e strutture ricettive.
Nel nuovo provvedimento, poi, si fa esplicito riferimento al ruolo delle Regioni, che dovranno individuare procedure acceleratorie e di semplificazione amministrativa, per consentire ai privati di edificare, oltre all’impianto golfistico, anche strutture di ricezione turistica, nel rispetto dei vincoli di edificabilità vigenti.
“Norme interessanti, ma al momento l’Italia ha bisogno soprattutto di misure fiscali e promozione”. È riassunta in queste poche, ma chiare parole, la reazione laconica del Presidente di Confturismo, Bernabò Bocca, all’annuncio delle nuove norme su Golf e Nautica.
“È proprio nei momenti di maggior crisi quali l’attuale che occorre immaginare e proporre opportunità per il rilancio e il recupero del settore nei prossimo anni, non va tuttavia dimenticato - sottolinea Bocca - come la congiuntura veda migliaia di imprese del settore in stringente necessità di stimoli ed incentivi, che il Ministero dello Sviluppo Economico ha voluto destinare solo al mondo industriale e non ai settori del terziario e dunque al turismo. Ribadiamo perciò la necessità - conclude il Presidente di Confuturismo - di misure fiscali e promozionali uniche in grado di favorire al contempo uno sgravio per i costi d’impresa e un rilancio dell’immagine del Paese per attirare un maggior numero di turisti italiani ed esteri”.