L’annus horribilis del trasporto aereo si chiude con qualche piccolo segnale positivo per il sistema nazionale: la faticosa nascita della nuova Alitalia, la sottoscrizione di contratti di programma per cinque scali e uno studio dell’Enac che servirà da base al Piano nazionale degli aeroporti.
Ma dal Rapporto 2009 dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, presentato a Roma presso la Biblioteca del Senato, emerge tutta la fragilità del settore e l’assoluta necessità di un adeguamento, sottolineata dai vertici dell’Ente e dai rappresentanti di aeroporti e compagnie aeree.
“I passeggeri trasportati sono stati 132 milioni - ha dichiarato Vito Riggio, presidente Enac -. Si calcola che nel 2015 saranno 160 milioni e nel 2020 quasi 200 milioni. I nostri scali non riusciranno a far fronte a questa crescita senza una razionalizzazione, che può avvenire soltanto senza costruire nuovi aeroporti, riqualificando quelli già esistenti; solo 10 dei 47 scali italiani, per esempio, hanno terminal di ultima generazione. SEA e ADR, gestori di Fiumicino e Malpensa, hanno avviato un piano di sviluppo che prevede 17 cantieri, per un investimento di 5 miliardi entro il 2020 e quasi 14 entro il 2040. Ma occorre un piano nazionale, il primo dopo 25 anni. È compito del Governo elaborarlo, seguendo le indicazioni del nostro studio”.
Alessio Quaranta, direttore generale Enac, ha sottolineato un altro risultato raggiunto nel 2009. “I cinque contratti di programma sottoscritti con gli aeroporti di Napoli, Bari, Brindisi, Pisa e Bologna - quest’ultimo appena approvato dal Cipe - hanno generato investimenti per oltre 500 milioni di euro”.
L’adeguamento delle strutture aeroportuali è più urgente che mai anche secondo il presidente di Alitalia Roberto Colaninno. “Dobbiamo accelerare questo processo, per non avere pesanti ricadute negative sulla qualità del servizio e sulla sicurezza, ma ci vuole un piano a brevissimo termine e stiamo perdendo tempo”.
Pronta la risposta di Fabrizio Palenzona, presidente Assaeroporti, il quale ha sottolineato che “ci sono già lavori in corso e decisioni importanti sono già state prese a livello politico, ma la burocrazia ha bloccato i fondi e bisogna che il governo esamini la questione, perché il Paese ha esigenze urgenti e non si possono ostacolare gli investimenti, soprattutto quando tutti sono d’accordo”.
A rappresentare le 19 compagnie aeree nazionali registrate dal Rapporto 2009 dell’Enac, Lupo Rattazzi, presidente Assaereo, che ha sottolineato la necessità di un piano strategico per il trasporto aereo. “L’assenza di una pianificazione di lungo periodo è dimostrata dalla penetrazione delle compagnie estere in Italia - ha fatto notare Rattazzi -. E poi c’è la tendenza a vedere nei vettori gli unici responsabili delle difficoltà del settore; settore che, dopo il terribile 2009, ha subito un’altra grossa battuta d’arresto per colpa della nube vulcanica”.
Parole di speranza sono arrivate dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. “Il presidente della Iata Giovanni Bisignani parla di inaspettata ripresa del trasporto aereo, e l’andamento soddisfacente della nuova Alitalia è senza dubbio un altro fatto positivo. Per le compagnie che hanno avuto grosse perdite a causa della nuvola vulcanica, stiamo pensando a incentivi - ha annunciato il ministro -. In agenda anche l’aumento del prezzo dei biglietti aerei da 1 a 3 euro a passeggero, come strumento per finanziare l’adeguamento degli aeroporti; la delibera Cipe del novembre scorso deve diventare effettiva. E vogliamo chiudere anche la questione pendente dello scalo di Viterbo, realizzando l’aeroporto”.