Tutti oramai conoscono il significato di “effetto serra”: nell’atmosfera terrestre sono presenti alcuni gas, detti appunto gas serra, che hanno la capacità di assorbire le radiazioni solari; più alta è la concentrazione di questi gas, maggiore è la quantità di calore intrappolata nell’atmosfera e, di conseguenza, la temperatura sulla superficie terrestre.
Il responsabile principale dell’effetto serra è la CO2, anche se ve ne sono altri fra cui i noti idrofluorocarburi (HFCs). Secondo la maggior parte degli scienziati esiste un aumento tendenziale delle temperature, e questo fatto è in relazione all’aumento di concentrazione di tali gas.
Le conseguenze potrebbero essere lo scioglimento dei ghiacci, precipitazioni e siccità fuori della norma, con un aumento di manifestazioni violente quali cicloni, burrasche, tornado.
Il principale nemico diventa quindi l’utilizzo di energia da fonti fossili (petrolio, gas e metano) che, bruciando, come è noto producono calore, vapore acqueo e CO2.
Il Protocollo di Kyoto, firmato da 149 paesi nel 1997, è divenuto operativo dal 2005, impegnando i paesi aderenti a ridurre nei prossimi anni le emissioni, rispettando decrementi percentuali ben definiti e vincolanti.
Già oggi molte aziende che rientrano in determinati criteri di settore (energia e raffinazione, carta, vetro, cemento e metalli ferrosi) e dimensione - sono in tutto circa 10.000 - sono obbligate a tenere sotto controllo le emissioni di CO2 legate alle proprie attività, pagando un tot a tonnellata per gli eccessi di emissione, e per contro potendo vendere su un mercato apposito gli eventuali risparmi “virtuosi”.
Ma anche sul mercato non obbligatorio, ogni azienda può comunque impegnarsi in questo senso, per motivi puramente etici e ideali oppure, più facilmente, per trarne un vantaggio di immagine.
Ecco quindi la proposta “Carbon Offsetting” scaturita da AirPlus International e da Eco Way.
AirPlus International è una società multinazionale specializzata nella fornitura di soluzioni per il pagamento e di analisi dei viaggi d’affari aziendali (il cosiddetto Business Travel Management), con 33.000 aziende clienti.
Eco Way è invece una società relativamente giovane, che si occupa di sviluppare progetti volontari definiti “di ricerca e di sviluppo sostenibile”, sempre facendo perno sul Protocollo di Kyoto.
Come funziona il sistema di compensazione?
Un’azienda che già utilizza i normali servizi di Airplus, aderendo alla “Carbon Offsetting” riceve una rendicontazione analitica delle tonnellate di CO2 prodotte a causa dei viaggi aerei d’affari del proprio personale. Il sistema si occupa quindi solo di questo aspetto.
In base ai dati consuntivi, l’azienda si impegna quindi a versare un corrispettivo proporzionale alle proprie emissioni, aderendo in definitiva a progetti di riduzione della CO2 coordinati da Eco Way; ad esempio iniziative di riforestazione, di produzione di energia da fonti rinnovabili, di efficienza energetica.
I progetti sono tutti localizzati in Italia e sono tracciabili attraverso un registro consultabile via internet che permette quindi al cliente di verificare lo status dei progetti e il proprio livello di partecipazione. In alternativa, in base alle proprie specifiche esigenze, il cliente può scegliere insieme alla stessa Eco-Way quali progetti finanziare con le compensazioni.
Per dare qualche numero, un viaggio intercontinentale di 10 ore produce circa 1,6 tonnellate di CO2 (ma il dato varia in funzione di aeromobili, compagnia aerea ecc.) La stessa tonnellata di CO2, che sul mercato obbligatorio “costa” al produttore circa 15 Euro, sul mercato libero comporta invece un esborso per l’azienda di 40-50 Euro, che come si è spiegato, vanno a finanziare il progetto di Carbon Offset: prescelto dall’azienda.
C.C.M.