Il Gruppo Scuola Roma di Emergency sta cercando nuovi volontari disposti ed interessati a raccontare e spiegare le attività dell’associazione umanitaria di Gino Strada, nelle scuole di Roma e Provincia.
Il modus operandi è semplice, utilizzare la lunga e diretta esperienza maturata dall’Associazione, nei paesi devastati dalle guerre e dalla povertà, come strumento di informazione ed educazione di bambini, adolescenti, giovani, alla cultura della pace e al rispetto dei diritti umani.
Il problema semmai è un altro, servono volontari e i dati parlano chiaro. Se in sette anni di attività, sono stati realizzati complessivamente oltre 700 incontri, nell’ultimo anno scolastico, ne sono stati effettuati circa 90 ad opera di 9 volontari. Per questo, il Gruppo Scuola Roma di Emergency ha lanciato l’appello, durante un’incontro tenutosi qualche sera fa alla presenza di docenti e volontari dell’associazione.
“Il nostro ufficio è nato nel 2003 per rispondere alle numerose richieste di docenti, maestri, scuole, interessate ad inserire, tra le proprie attività interdisciplinari, degli incontri formativi su temi delicati come le guerre, la povertà, le vittime, rispetto ai quali Emergency - spiega Miriam Lupo, Responsabile Gruppo Scuola Roma - ha maturato non solo tanta esperienza diretta, ma sui quali è in grado di offrire ai bambini, ai ragazzi, una giusta e corretta informazione, modulata su un punto di vista privilegiato, quelle delle vittime, attraverso l’utilizzo di programmi differenziati che tengono conto della fascia d’età dei nostri pubblici”.
E infatti, a seconda che si tratti di bambini delle scuole elementari, medie o superiori, i volontari che si recano negli istituti scolastici ricorrono, nei loro incontri, che sono sempre gratuiti e delle durata media di 2 ore, all’utilizzo di filmati, di immagini, tutti rigorosamente veri, ma soprattutto di storie, racconti di storie di altri bambini, ragazzi meno fortunati, costretti a vivere e crescere, in contesti di estrema povertà e di guerra.
Ma come reagiscono i nostri ragazzi a questi incontri? Mostrano interesse, oppure ne approfittano come occasione per non fare lezione?
La risposta è semplice e univoca da parte dei volontari. Molto sembra infatti dipendere dall’età, per cui, mentre i bambini delle elementari e della prima media, mostrano grande interesse, perché incuriositi dalle immagini che ritraggono loro coetanei, magari feriti, mutilati, ma comunque sorridenti, sono gli adolescenti a manifestare le reazioni più divergenti.
“Dal totale disinteresse - spiegano i volontari - al più acuto senso critico, che però per svilupparsi ha bisogno di un’adeguata preparazione che solo il docente, l’insegnante, che richiede l’incontro con noi, deve e può realizzare; noi, dal canto nostro, facciamo il possibile per stimolarli a discutere, anche provocandoli, purché il feedback finale sia comunque positivo”.