Una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, comprata in un cinema o in un chiosco davanti ad un monumento, costa 2 euro, quanto 2000 litri di quella fornità dalle municipalità.
E’ acqua ed è probabilmente la “cosa” dove la speculazione raggiunge picchi mai raggiunti prima per nessun altro prodotto.
Alla fonte non costa niente e imbottigliarla poco; i costi iniziano quando si comincia a trasportare (anche a migliaia di km da dove sgorga) e immagazzinare (spesso senza rispettare le norme per la perfetta conservazione) e distribuire.
Nonostante il costo della bottiglia ed i due o tre passaggi di mano prima di arrivare al punto vendita, una bottiglietta da mezzo litro costa, a quest’ultimo, circa 20 centesimi.
Da 20 centesimi a due euro c’è un bel guadagno non c’è che dire, eppure l’unico sforzo che si fa è prenderla dal frigo (quando non è self service) e consegnarla al cliente.
Il 900 x 100 di utile lordo senza fare nessuna fatica se non quella di convincere la gente che è buona solo l’acqua in bottiglia … la gente abbocca e non si rende conto che ogni volta che si lascia coinvolgere rinuncia ad una fetta di libertà.
Per fortuna ci sono dei comuni che regalano ai turisti bottigliette vuote con l’invito di riempirle alle fontanelle pubbliche e altri, come quello di Roma, che invitano a bere l’acqua pubblica perché ottima.
L’acqua pubblica in effetti, lo dimostrano centinaia di studi, è in genere di alta qualità, sottoposta a centinaia di controlli annui e soprattutto economica: nella maggior parte dei comuni italiani il prezzo si aggira intorno ad un euro per metro cubo (mille litri).
L’acqua pubblica è a km zero, non costringe ad estenuanti fatiche per caricarsi i fardelli da portare in casa e fa risparmiare il consumo di plastica o di vetro.
Molti ristoranti, ci sono siti web che li segnalano in ogni parte d’Italia, a tavola servono acqua di rubinetto; pensate a quanti camion si tolgono dalla strada e a quanto inquinamento si risparmia (per non parlare del rischio di incidenti) semplicemente bevendo buona acqua del rubinetto.
Basta sprecare soldi per bere acqua che magari è stata imbottigliata un anno prima e che magari nel frattempo è passata di mano più e più volte senza essere conservata adeguatamente e al riparo dalla luce.
Provare a non seguire le logiche di certi consumi e di certi “consigli per gli acquisti” potrebbe essere un buon inizio per ecuperare un pizzico di libertà individuale, quella che, è questo l’aspetto pazzesco, non ci siamo neanche resi conto di avere perduto.