In questi giorni gli italiani stanno assistendo ad uno spettacolo indecoroso: uomini politici che platealmente difendono solo se stessi e le loro poltrone, che contano gli scranni per vedere se e con chi allearsi per prolungare la loro sopravvivenza.
In tutto questo non si vede né si sente alcun riferimento al bene sovrano, il Popolo, che una politica degna dei tale nome dovrebbe servire e difendere al di sopra e al di la di ogni interesse personale.
E’ vero, l’Italia sta soffrendo la crisi meno di altri Paesi questo però non può consentire di trascurare emergenze quali quella del lavoro per i giovani, la scuola, la salute.
Però va anche detto che lo stesso Popolo, anziché indignarsi, si ritrova a fare il tifo per l’una o l’altra fazione politica.
Le cose non stanno andando bene e questo è sotto gli occhi di tutti, se è vero (per fortuna!) che c’è un accenno di ripresa è altrettanto vero che l’occupazione continua a calare.
Per mantenere la produttività in Italia la Fiat ha trattato contratti ex novo con i lavoratori; in qualche modo Alitalia (benché il caso sia molto diverso da quello della Fiat) ha perseguito una strada simile.
La crisi è partita dall’America ed è scaturita da una finanza che ha operato troppo 'disinvoltamente' coinvolgendo milioni di cittadini delle classi meno abbienti; il vecchio continente, l’Europa, sta dimostrando di essere nettamente in ritardo rispetto ai paesi dell’area asiatica, con i quali è difficile competere per il basso costo della manodopera ma anche, perlomeno sui prodotti di largo consumo, sulla qualità.
E’ vero che siamo nell’era in cui ogni giorno c’è l’occasione per fare il tifo a favore di qualcuno ma sulle vicende del Paese bisognerebbe guardare all’insieme, ai risultati, piuttosto che fare la parte di quelli che si tagliano il pene per fare dispetto alla moglie.
Dalla politica si devono pretendere (giustamente) sia risultati che rispetto dei programmi, chi fallisce dovrebbe avere la dignità di farsi da parte e non resistere ad oltranza, ingessando progresso e riforme (ormai improrogabili) per mantenere i suoi privilegi.
Chi scrive rappresenta l’uomo qualunque, quello che non fa il tifo per nessuno se non per il Paese; le cose potrebbero andare molto meglio da subito ma gli “apparati politici” stanno impedendo che questo accada; nell’orgia di un’informazione controllata o distorta le verità diventano bugie e viceversa; come sempre a farne le spese è il “povero” Pantalone che però, anziché indignarsi .. fa il tifo.