Sembra ieri ma c'è di mezzo il cambio del secolo; è passato molto tempo ed i ricordi sfumano tra tanta nostalgia.
L’altro giorno ho rimesso a posto il mio salotto e ho dovuto, mio malgrado, mettere le mani su un qualcosa era li’ da alcuni anni, ma facevo finta di non vedere : le cassette.. si’ proprio quelle che mettevamo nel “mangianastri” ed anche tanti,tanti oggetti verticali colorati un po’ ingombranti e delicati,che tanto tempo fa’ si chiamavano “dischi” o LP, Long-Playing.
Il tutto discretamente impolverato, si’e’ vero, ma non antico, nonostante qualcuno oggi provi a descriverlo come “vintage’, ma credo puramente e sfacciatamente per fini commerciali.
Ascoltare musica .. ma come facevamo ‘prima’..?
Faccio fatica a ricordare ma ci provo … generalmente si attrezzava uno spazio in base alle proprie possibilità, dalla cantina-sala hobby al doppio salone o, molto piu’ spesso, la propria cameretta con letto singolo; si piazzavano in alto le 2 “casse” (loud-speakers) quasi seppellendole dietro libri, scatole di scarpe ed improbabili soprammobili di origine varia.
Poi si apriva la “scatola magica”, di solito quadrata e comunemente chiamata dal volgo ignorante (inclusi mamma e papà) ‘giradischi’ … ma noi, che sapevamo “tutto”, già parlavamo di Alta Fedeltà; ma più o meno si trattava di un equivalente dell’ISO 2000 dei nostri giorni.
Erano gli attimi prima della partenza, dell’isolamento dal resto del mondo, dalle strade sottostanti al chiasso dei bambini, era il richiamo della foresta, l’inizio di un rito: nell’aria una strana sensazione, una tensione positiva..
Dopo aver sistemato il nero vinile sulla rampa circolare si spingeva un bottone, la mano si spostava per alzare una levetta che lasciava scivolare, molto delicatamente verso il basso (con un movimento perfetto) la testina; quest’ultima poi (quello era il momento piu’ critico per le orecchie!) andava ad incanalarsi in quei solchi misteriosi pieni di elettricita’!
Finalmente, le note cominciavano riempire l’aria.
Colpi di rullante, chitarre elettriche e bassi popolavano l’ambiente portando ossigeno e nutrimento alla mente ed allo spirito.
La fantasia si sprigionava immergendoci, di volta in volta, in locali fumosi o aperte praterie.
Poi l’eccitazione dei primi minuti di ascolto del gruppo inglese tanto agognato si scioglieva man mano che si seguivano i titoli, le parole (ma che dicono questi?) la grafica, tutte le notizie e la storia di quel long-playing (LP); fino a quando la testina arrivava al centro del piattone e a quel punto si girava il disco.
Si partiva per il secondo tempo dell’avventura, una nuova piccola scossa di adrenalina prima che Il sacro rito volgesse al termine.
Lato A, lato B (niente a che vedere con le veline e starlette odierne, per favore..)
Il tempo trascorso era un puro dettaglio : il pomeriggio era volato e.. oh, acc.. ed i compiti..?
Beh, c’era sempre una buona scusa pronta per aver regalato il tuo tempo ai Beatles, agli Eagles ed a Lucio Battisti..!
GL