La notizia, detta così, è di quelle che fanno storcere il naso ma proviene da una fonte molto autorevole.
Se venisse dimostrata, ci vorrà comunque tempo per effettuare ulteriori verifiche e sperimentazioni (due sono già in corso) qualcuno, forse, in un futuro non troppo lontano, dovrà delle scuse al medico radiato dall'albo proprio per aver somministrato bicarbonato a pazienti affetti da patologie tumorali.
La soluzione di ogni problema dovrebbe essere sempre ricercata verso la semplicità e mai verso la complicazione; partendo da questo assunto la notizia che il comune bicarbonato, potrebbe essere l'arma vincente contro il cancro è così clamorosamente semplice da apparire credibile.
I mezzi comuni, e praticamente a Zero Costo, non sono mai stati presi in considerazione dalle case farmaceutiche perchè non consentivano margini di guadagno adeguati, anzi, diciamola tutta, oltre a non essere presi in considerazione sono stati sempre derisi e osteggiati.
Sulle bufale proposte da improbabili guaritori, magari a caro prezzo, sulle quali era giusto intervenire con fermezza ad evitare che persone ingenue o disperate potessero cadere in cattive mani non si discute.
Quante volte però sono stati messi al bando medici che avevano condotto con serietà degli studi e che offrivano rimedi "semplici e naturali" in assoluta buona fede e senza pretendere compensi?
Rimedi che potevano essere presi in considerazione per poi magari adottarli in associazione ad altri e che invece ... no, dovevano essere stroncati senza appello.
Non neghiamolo, la medicina è un grosso business che si esercita sulla pelle dei malati ed un business si sa, più fattura e più è redditizio per tutti coloro che vi ruotano attorno a vario titolo.
In questo Business il Cancro gioca un ruolo rilevante che vale miliardi e miliardi di euro l'anno, solo in Italia, una stima probabilmente per difetto, ne conta oltre 30.
E' ovvio e sotto gli occhi di tutti che negli ultimi 40 anni in Oncologia non si sono fatti significativi passi avanti o scoperte; la Chemioterapia ha dimostrato tutti i suoi limiti (oltre ai pesanti effetti collaterali, fortemente debilitanti e alle molteplici controindicazioni) eppure, chissà perchè, c'è poca volonta di cambiare strada.
Qualche domanda è lecito porsela, o no?