Ma tu ci stai su FacebooK? Sempre più spesso ci si sente fare questa domanda e la risposta è quasi sempre la stessa: Si. Anche quando non è vero, in questo caso al SI viene aggiunto .. però ci vado poco.
Potenza di un social network che, pur nella sua futilità, pare abbia superato del 3% il numero di clic del motore di ricerca più famoso al mondo ( e più utile) cioè Google.
Ci becchiamo su Facebook!
Mi dai l'amicizia?
Nel titolo scriviamo "come tante pecore verso il nulla" perchè, a nostro avviso proprio di questo si tratta: del nulla.
Informazioni private rese pubbliche, se non in prima in seconda o terza battuta, da un amico vero o acquisito, da un conoscente o dall'amico di un amico.
Certo si può pensare che una foto scattata ad una festa, dove magari si era un po' brilli e in abbigliamento stravagante sia del tutto innocente, però poi, anni dopo, si può cambiare idea per evitare che vada sotto gli occhi di un selezionatore dal quale ci si presenta per un colloquio di lavoro.
A quel punto la foto si può rimuovere, senza però essere certi che non continui a circolare dal momento che la rete, per sua stessa definizione, trattiene: amici che l'hanno ritrasmessa ad altri che l'hanno inserita nei loro blog e siti o un bar della Nuova Zelanda che l'ha utilizzata per pubblicizzare la sua Happy Hour ... insomma togliere qualcosa dalla circolazione web non è semplice.
Ma Facebook cos'è? Quanto durerà?
Agli occhi di chi scrive appare come un fenomeno di massa, un "gregge" che continua a crescere come ipnotizzato dal parossismo da emulazione: se tu ci sei ci sono anch'io.
Ma l'utilità dov'è?
Chi è entusiasta di Facebook dice che gli ha cambiato la vita, che attraverso questo "mezzo" tiene le sue relazioni con facilità e nello stesso modo organizza le sue giornate ed i suoi impegni.
C'è poi chi lo utilizza per ritrovare persone perse di vista da anni .. e qui i più caustici dicono: ma perchè ritrovarsi, se ci si è persi di vista una ragione ci sarà pur stata.
Insomma "il libro delle facce" a nostro avviso è diventata una cosa diversa e mostruosamente più grande di come era stata pensata (ma ovviamente possiamo sbagliare) ed oggi è utilizzato dalle aziende per promuoversi, da fan per aprire profili con i nomi dei loro beniamini, da partiti politici per fare gruppo, da critici per raccogliere consensi o stroncature.
Ovviamente va dato doverosamente atto a chi ha fondato Facebook (Mark Zuckerberg, in foto) di aver avuto una grandiosa intuizione e di averla saputa gestire con grande intelligenza.
Ma perchè tutto questo porta verso il nulla?
Semplicemente perchè, a nostro modesto avviso, la Vita Vera è altrove.