Il vettore irlandese continua a guadagnare passeggeri a discapito di quelli tradizionali, Tariffe Basse ma a bordo pochi servizi e quasi tutti a pagamento.
La Ryanair, come buona parte dei vettori low cost, non viene scelta per il servizio di bordo, questo è poco ma sicuro.
Allora quando apprendiamo che l’ultima semestrale del vettore irlandese si è chiusa con un incremento dell’utile netto del 17 per cento a quota 452 milioni di euro, e che la compagnia prevede di chiudere il corrente anno finanziario con un utile netto che oscilla tra i 380 e i 400 milioni di euro contro le precedenti stime di 350/375 milioni di euro, davvero non pochi spunti di riflessione sorgono spontanei.
Primo fra tutti quello afferente al servizio di bordo; questa componente infatti era un tempo ritenuta dai vettori tradizionali come un qualcosa da cui non si poteva prescindere, uno dei punti di forza per far preferire il proprio prodotto; eppure il caso Ryanair, e il modello low cost in generale, ha mostrato e sta mostrando esattamente il contrario.
“L’aumento dell’utile e dei ricavi dimostra la solidità del nostro modello low cost che guadagna posizioni di mercato a scapito dei tre grossi gruppi di trasporto aereo europeo: Air France, British Airways e Lufthansa.”
Così la Compagnia commenta i propri risultati e come al solito la dichiarazione non manca di evidenziare che alla progressione dei risultati Ryanair, corrisponde un deterioramento delle posizioni altrui.
Di certo buona parte dell’aumento dei numeri è imputabile alla continua apertura di nuovi collegamenti, va però notato come talvolta le scelte sui nuovi servizi possano risultare errate e in tal caso l’aerolinea interessata non potrà che registrare un peggioramento dei suoi bilanci.
Ma nel caso Ryanair ciò non avviene perché il vettore con la stessa rapidità con cui apre un collegamento, è altrettanto pronto a chiuderlo nel caso i primi dati non supportino le stime previsionali.
Tuttavia se il vettore irlandese non può far leva sul suo servizio di bordo per catturare passeggeri, in cosa consiste l’appeal di Ryanair e come spiegare il suo costante aumento nel numero passeggeri trasportati?
Passeggeri trasportati negli ultimi 10 anni:
2001 9.355.000
2002 15.736.000
2003 23.133.000
2004 27.600.000
2005 34.800.000
2006 42.500.000
2007 50.900.000
2008 58.500.000
2009 66.500.000
2010 72.500.000 (dodici mesi chiusi al 31/10)
Ed è proprio su questo versante che vorremmo proporre una ulteriore considerazione.
La povertà va conquistando giorno dopo giorno spazi più vasti; le nostre tasche sono sempre più vuote: ormai chi si vuol muovere deve farlo prestando la massima attenzione ai prezzi ed è evidentemente su questo fronte che Ryanair può vantare il suo massimo appeal ; ma fin qui crediamo di aver scoperto l’acqua calda: il vettore continua ad aumentare il numero passeggeri trasportati, nonché il suo utile, perché viene scelto per le sue basse tariffe.
Bene, ma attenzione perchè queste basse tariffe sono riuscite anche a ridisegnare la geografia dei collegamenti aerei, grazie ad esse infatti si riesce a far dirottare la vacanza del turista da una città ove si vola solo a caro prezzo, ad un altra ove si può volare a tariffa ridotta.
Il network di Ryanair è la prova più evidente di questa rivoluzione dei cieli.
In esso oltre a destinazioni tradizionali il turista troverà città una volta completamente tagliate fuori dalla rete dei collegamenti delle aerolinee cosiddette di bandiera.
E quest’ultime non aprivano collegamenti con esse perchè i loro studi indicavano mancanza di bacino di traffico, quel traffico però che è improvvisamente comparso nel momento in cui ha iniziato a operare un vettore con tariffe che, se comparate a quelle di una volta, non è esagerato definire decisamente regalate e soprattutto alla portata delle odierne tasche.
Ecco quindi che il traffico, laddove lo si considerava inesistente o sottostimato, era tale solo in rapporto alle tariffe con cui lo si voleva vendere; una rivoluzione a dir poco copernicana nell’ambito dell’economia del trasporto aereo commerciale.
In termini di equazioni la Ryanair potrebbe porsi alle compagnie di bandiera, così come i negozi dei cinesi stanno ai negozi tradizionali; oppure con altro paragone potremmo dire che la Ryanair e più in generale le low cost rappresentano meglio di ogni altro indicatore le condizioni finanziarie disastrate in cui versa buona parte degli abitanti del continente europeo.
Dubitiamo però che la Ryanair allorchè ha lanciato il suo modello lo abbia fatto pensando al verde delle tasche, anche perché negli anni del suo avvio non si parlava ancora di crisi.
Piuttosto vi è da ritenere che il vettore abbia avuto l’intuizione di credere che almeno sui brevi settori su cui intendeva operare, i tempi erano maturi per abbandonare i troppi fronzoli che accompagnavano il prodotto aereo, e da questo punto di vista non si può non concordare con tale politica.
Però per favore non ci si spinga troppo avanti su questo versante e non si consideri un fronzolo, come di recente abbiamo udito, il fatto che nella cabina di pilotaggio vi sono due piloti.
Antonio Bordoni