Il Presidente del "Gruppo Lauro", in una lettera inviata ai sindacati, alla Regione Campania ed ai sindaci delle isole servite dalle sue navi, contesta le motivazioni, a suo dire "del tutto strumentali e prive di fondamento", avanzate dai Sindacati per giustificare la mobilitazione.
Sono tempi in cui bisogna cominciare a pensare che non tutto può risolversi proclamando uno sciopero.
E' tempo di rimboccarsi le maniche e affidare al buon senso la soluzione delle vertenze.
Naturalmente questo discorso è valido quando le parti sono in buona fede e hanno a cuore la buona riuscita della trattativa.
Gli scioperi, è vero, penalizzano le aziende e le portano a miti consigli, però l'attulità ci sta insegnando che sempre più aziende e compagnie, già appesantite dalla crisi, decidono di "mollare" se capiscono di non poter contare sulla massima collaborazione delle maestranze.
I sindacati devono riflettere bene e forse capire che lo sciopero deve essere l'ultima ratio e solo a fronte di motivazioni inoppugnabili.
Questo è un discorso più allargato mentre, per tornare al nostro titolo, il "Gruppo Lauro" comunica che la riunione odierna è stata convocata "per ribadire che la richiesta di abrogazione del nostro turno particolare non corrisponde in alcun modo ad un tentativo di licenziamento dei nostri lavoratori, ma risponde
solo all'esigenza di far fronte con nuove regole, all'evoluzione del contesto economico e normativo in cui si svolge l'attività di reclutamento del personale marittimo e su cui grava sempre più la minaccia di una carenza di personale qualificato"
Salvatore Lauro inoltre, nella sua lettera alle istituzioni, fa notare che le società di navigazione che collegano le isole minori in Italia, a differenza degli armatori che collegano le isole maggiori, non stanno usufruendo
di alcuno sgravio del costo del lavoro, come erroneamente pubblicizzato dal sindacato.