E' emergenza ambiente ma forse, grazie all' intervento massivo in corso, i danni potranno essere limitati.
A chiunque disponga di una barca è stato chiesto di scendere in mare e lavorare per bonificare acque e spiagge.
E stamattina altre centinaia di litri di acque contaminate da residui di gasolio pesante, provenienti dal circuito delle acque reflue oleose si sono riversate, secondo la Polimeri Europa, nello specchio d'acqua interno al Porto Industriale.
La Polimeri, dopo aver organizzato, di concerto con la Capitaneria di Porto, tutte le procedure antiinquinamento, fa sapere "che l'incidente non ha coinvolto suolo, sottosuolo e acque sotterranee e prevede di completare in poche ore le operazioni di recupero del prodotto".
Quanto all'olio combustibile che si è riversato in mare sette giorni fa, la Procura di Sassari ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità.
L'ENPA fa sapere che sono circa 20 i km di costa interessati dal problema e che è coinvolta anche l'area consacrata a Santuario dei cetacei.
Ilaria Ferri, Direttore Scientifico Enpa e membro del Comitato Tecnico Scientifico del Santuario dei Cetacei. giudica l'accaduto una vera e propria catastrofe e aggiunge:
“Denunciamo la mancanza di un intervento forte, Sappiamo che ci sono cumuli di catrame sulle spiagge e moltissimi pesci morti e che la marea nera è stata avvistata fino in Corsica.
E’ impensabile conciliare le fabbriche con la tutela del territorio e della biodiversità nelle zone di maggiore interesse naturalistico.
Bisognerebbe invece lavorare per la loro valorizzazione e decidere di investire definitivamente sugli straordinari patrimoni naturali del nostro Paese”.
Ugo Cappellacci, Presidente della regione Sardegna, fa saper che “si è fatto il punto della situazione sulle bonifiche, su tutti gli interventi necessari a eliminare i danni sulle coste e su tutte le iniziative da porre in essere affinché situazioni come questa non si ripetano in futuro".
La speranza è che l'intervento congiunto di autorità e volontari possa effettivamente ridurre i danni provocati da questo disastro e che non ci siano conseguenzeserie all'ambiente di uno dei luoghi di mare più belli del Mediterraneo, senza contare la ricaduta negativa sul Turismo che riguarderebbe gli operatori di tutta la Costa Nord della Sardegna.
Foto Lello Cau - gruppo spontaneo "Tuteliamo il Golfo dell'Asinara"