A fronte di mancate vendite online è tuttaltro che un caso isolato quello segnalato da Master Viaggi il 10 Febbraio 2011; se la vendita non va in porto i soldi vengono comunque trattenuti indebitamente da Trenitalia (o dalla banca che per suo conto gestisce le transazioni via WEB) per settimane, quindi non più a disposizione del titolare della carta di credito fino allo sblocco.
E' roba da non credere eppure accade, tentando di fare un acquisto online sul sito di Trenitalia potreste trovarvi nella sgradevolissima situazione che se la vendita non va in porto (per cause dipendenti dalla stessa Trenitalia) l'importo dei biglietti non acquistati vi viene comunque addebitato sulla carta di credito.
Non prelevato ma "congelato" in attesa che Trenitalia, o la banca che si occupa della parte finanziaria delle transazioni online, lo sblocchi, periodo stimato, tutto da verificare, 30 giorni.
Inaccettabile!
Inaccettabile perchè a fronte di una vendita non andata a buon fine Trenitalia, così come qualsiasi altro fornitore di servizi, non ha alcun diritto di congelare l'importo per settimane, si tratta di una vera e propria sopraffazione dei più elementari diritti del cliente.
Inaccettabile perchè il cliente si trova costretto a fare il biglietto (o i biglietti) in stazione o presso un'agenzia di viaggio e quindi a sborsare altri soldi dal momento che i suoi sono indebitamente trattenuti dal "Sistema Trenitalia" di transazioni online.
Dirigenti Trenitalia con i quali abbiamo parlato del problema sembrano cadere dalle nuvole e parlano di casi isolati, addirittura cercano di addebitare la responsabilità alla banca del cliente, ma, come abbiamo scritto nel nostro precedente articolo del 10 febbraio u.s., quest'ultima non c'entra niente e afferma che deve essere la banca che gestisce le transazioni per conto di Trenitalia a svincolare gli importi "congelati" .
Navigando su internet abbiamo scoperto che il problema esiste da anni e quindi viene da pensare che non si tratti di disguidi ma di prassi aziendale.
Per fare acquisti online ci si deve poter fidare del fornitore e si deve poter contare su transazioni sicure pur utilizzando carte di credito ricaricabili; però se il fornitore in questione, per salvaguardare i suoi interessi oltre misura, blocca i soldi dei clienti per settimane anche quando non da in cambio niente, dispiace dirlo, la sua affidabilità lascia a desiderare.
Come detto il problema esiste da anni e qui a seguire ne forniamo la prova:
nel sito letterealdirettore.it il POST di un utente dal titolo "Trenitalia.com e acquisto di biglietti online" ha ricevuto ben 21 commenti di malcapitati nello stesso problema, il primo il 25 maggio 2008, l'ultimo 7 giorni fa, tra poco inseriremo anche un nostro commento.
Nei vari commenti si parla di disservizio, truffa, denunce alla procura della Repubblica, di Class Action, per non parlare del fatto che molti denunciano la vergogna (qualcuno la chiama ricatto) di dover pagare per parlare con il call center di Trenitalia .. insomma oltre al danno anche la beffa.
Su quest'ultimo punto va però detto che a ben cercare nel sito di Trenitalia, almeno per chi chiama da Roma, un numero da chiamare senza oneri c'è, lo 063000.
Ci sono diversi altri FORUM e BLOG che trattano dello stesso argomento, alcuni con toni e apprezzamenti molto "forti" nei confronti di Trenitalia, non li riportiamo; il nostro solo intento è che le cose cambino nell'interesse dei consumatori perchè se è giusto che il fornitore dei servizi non debba correre il rischio di essere truffato è altrettanto giusto che il cliente non paghi (neanche temporaneamente) per qualcosa che non ha avuto.