Meno italiani e poco più stranieri, il bilancio dello scorso anno è sostanzialmente sovrapponibile a quello del 2009; resta l'incertezza per l'anno in corso nel mentre non si attenuano i malumori relativi all'imposta di soggiorno.
Nel 2010 gli alberghi italiani hanno fatto registrare 245,4 milioni di presenze pari ad un -0,5% rispetto al 2009.
Le presenze dei clienti italiani sono state 137,7 milioni (-1,5% rispetto al 2009), mentre quelle dei clienti stranieri sono state 107,7 milioni con un aumento dello 0,8% nei confronti del 2009.
Rispetto al 2009 la domanda complessiva ha mostrato una perdita costante ogni mese con l’eccezione di marzo (+1%) e di luglio (+3,1%).
La domanda dei clienti italiani è aumentata solo nei mesi di aprile (+4,4%), luglio (+0,8%) ed ottobre (+3,5%), mentre nei rimanenti mesi ha perso, nel complesso, il 2,7% e nel mese di maggio si è registrata la perdita maggiore dell’anno (-9,9%).
Altro dato quello che riguarda il saldo della bilancia valutaria turistica che sempre nel 2010 ha fatto segnare un calo dell’0,6% passando dagli 8,84 miliardi di Euro del 2009 agli 8,79 miliardi di Euro del 2010.
“Dati che non ci soddisfano - commenta il Presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca - e che auspichiamo, grazie all’impegno della categoria, di riuscire ad incrementare significativamente nel 2011, per il quale ci auguriamo una ripresa della domanda”.
Continua inoltre la protesta relativa all'introduzione dell' imposta di soggiorno, gabella che la maggior parte degli imprenditori alberghieri giudica iniqua e penalizzante; il rischio è che i Turisti, sopratutto quelli di fascia medio/bassa, possano optare per altre destinazioni snobbando l' Italia.
La fotografia che pubblichiamo ci sembra sufficientemente eloquente.