Il 90% dei viaggiatori preferisce rimanere in Italia, rispetto all'85% dell'anno passato; inoltre, solamente l'8% dei viaggiatori opta per l'estero contro il 14% del 2010.
Le previsioni per le vacanze di Pasqua 2011 degli italiani non sono delle più rosee: un numero sempre minore di italiani decide infatti di partire per Pasqua, optando comunque per soggiorni più brevi rispetto agli anni precedenti.
La Federalberghi ha commentato sulla situazione rilasciando la seguente dichiarazione:
"Le previsioni turistiche degli italiani per le imminenti festività pasquali fanno segnare una battuta d’arresto nella capacità di spesa che va al di là di ogni aspettativa e ci induce a compiere una attenta riflessione sulla situazione dei consumi turistici interni.
Il decremento del giro d’affari prodotto dalla clientela italiana, che peraltro sceglierà in modo pressoché assoluto l’Italia per trascorrere la ricorrenza pasquale, è ancor più preoccupante se visto nella prospettiva della mancanza del ‘ponte’ del 25 aprile, assorbito dalla Pasquetta e dal successivo ‘ponte’ del 1° maggio che quest’anno cadrà di domenica.
L’unica motivazione che a caldo ci sentiamo di avanzare deriva da un’eccessiva preoccupazione che pervade i nostri connazionali, determinata dalla crisi economica mondiale che sta in queste ore rialzando il livello di guardia con il rischio declassamento del debito USA.
Ed a riprova di questo timore legato ad una recrudescenza della crisi economica globale, pur in presenza di segnali di ripresa dell’economia nazionale, dalla nostra indagine risulta infatti come addirittura il 41,5% di chi dichiara che non farà vacanze a Pasqua (pari ad oltre 20 milioni di connazionali) indichi nei motivi economici tale scelta.
Ciò a fronte di un sistema alberghiero che ancora una volta ha lasciato ferme le proprie tariffe, proprio per venire incontro alle difficoltà finanziarie delle famiglie italiane, segnale invece prontamente colto dalla clientela internazionale che sempre per le festività pasquali mostra invece chiari segnali di ripresa.
L’auspicio è che all’indomani di queste festività Governo ed Imprese aprano un sereno confronto volto a stabilire alcune priorità senza le quali il sistema turistico nazionale rischierebbe di vedere compromessa anche la prossima ed altrettanto imminente stagione turistica estiva."