In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, mercoledì 1 giugno 2011 alle ore 11.30 presso il Complesso del Vittoriano, Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia e Romano Ugolini, Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, inaugureranno il nuovo allestimento del Museo Centrale del Risorgimento di Roma.
Il Museo riaprirà da giovedì 2 giugno con un nuovo percorso di visita che, attraverso dipinti, sculture, disegni, documenti, oggetti, fotografie, cimeli, armi, divise e bandiere, raccoglierà in una veste rinnovata le testimonianze relative al processo di unificazione dell'Italia dalla fine del XVIII secolo al termine del primo conflitto mondiale ritenuto come il naturale completamento dell'unità nazionale.
Il progetto scientifico del nuovo allestimento è a cura di Marco Pizzo, Vicedirettore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. L'organizzazione generale e la realizzazione sono a cura di Comunicare Organizzando.
Nel 1878, alla morte di Vittorio Emanuele II che, nel 1861, con la creazione dello stato Italiano, aveva assunto il titolo di re d'Italia, il Parlamento decise di edificare a Roma un monumento dedicato al primo sovrano dell'Italia unificata chiamato perciò Vittoriano. Nel monumento, che venne inaugurato nel 1911, avrebbe dovuto collocarsi anche il Museo Centrale del Risorgimento, la cui prima idea nacque alla fine del XIX secolo con il proposito di illustrare i momenti ed i protagonisti degli eventi storici che portarono all'Unità d'Italia. Vennero pertanto raccolte una serie di testimonianze delle guerre d'indipendenza, comprendendo nel novero delle lotte per la libertà anche la prima guerra mondiale considerata come il momento in cui si raggiunse il completamento dei confini naturali della penisola.
Le testimonianze raccolte nel corso degli anni furono le più svariate passando dai ritratti alle armi utilizzate dagli eroi del Risorgimento; dalla penna di Mazzini alla spada di Garibaldi; dai disegni dei pittori-soldato ai busti-ritratto delle Medaglie d'Oro; dai jeans indossati da Garibaldi nello sbarco a Marsala alle fotografie dei Bersaglieri mentre entrano a Porta Pia; dai manoscritti autografi di Cavour ai volantini che D'Annunzio lancia su Vienna nel 1918; dal Tricolore della Repubblica Romana del 1848 allo stendardo dei Mille.
Oggetti diversi che oggi sono diventati dei veri e propri documenti, delle testimonianze puntuali e rievocative dei fatti e dei protagonisti dell'epopea risorgimentale. Tutto il percorso espositivo del Museo diventa pertanto un archivio della memoria del Risorgimento, alimentato dalle suggestioni degli eventi che hanno creato lItalia.
Lo spazio architettonico dell'allestimento del Museo, all'interno del Complesso Monumentale del Vittoriano, risulta fortemente impregnato dagli stessi intenti teorici poiché lungo le pareti sono incisi nel marmo i brani di testi significativi dei "grandi" della storia d'Italia, in maniera tale che lo stesso contenitore diventa parte integrante del museo.
Il nuovo percorso di visita del Museo si articola secondo una scansione temporale collegata a singoli eventi e a figure che in qualche modo ne sono state protagoniste.