Ancora una lettera aperta sul "caso" aperto dal telegiornale principale di Mediaset, stavolta a scrivere è Cesare Foà, agente di viaggio e Rappresentante regionale ASSOTRAVEL CONFINDUSTRIA
28 maggio 2011
spett.le
TG5 direzione redazionetg5@mediaset.it
Spett.le Direzione generale CANALE 5
Egr. Ministro on. Michela Brambilla segreteria.turismo@governo.it
Pc: alle direzioni dei giornali di categoria nonché dei maggiori quotidiani italiani
Buongiorno redazione del TG5,
Il 22/5, sul Vs telegiornale TG5 delle 13, avete fatto i complimenti agli utenti che avevano prenotato le vacanze online su internet, spiegando che così avevano risparmiato le commissioni di agenzia. Complimenti avete reso un ottimo servizio per incentivare la disoccupazione.
Quale Operatore di questo importante settore economico, che in Italia è composto da 15.000 agenzie viaggi, gravato da vincoli professionali, da tasse e spese fisse, peraltro obbligatorie,che offre lavoro a circa 50.000 persone ( numero per difetto) mi chiedo: ma allora, noi Agenti di Viaggio, cosa ci stiamo a fare? Perché paghiamo tante tasse al governo per mantenere una semplice attività che può essere sconfitta da internet, e dove soprattutto dagli Stati Uniti, paese all’avanguardia in questo campo dell’innovazione, arriva la notizia opposta di un ritorno alle origini: il ritorno alle agenzie di viaggio tradizionali.
Mi presento: sono Cesare Foà , un agente di viaggio napoletano da 30 anni operante nel settore, nonché rappresentante regionale di un’associazione di categoria . mi piacerebbe sapere chi è quel bravo giornalista che spara a zero su un’intera categoria di lavoratori, senza nemmeno sapere che il prezzo finale di un pacchetto vacanze che si trova su un catalogo stampato o su un catalogo virtuale comprende già al suo interno le commissioni di intermediazione e che nessun agente aggiunge può aggiungere nulla per legge, e che quindi se si prenota online non si risparmia nulla anzi favorite l'operatore che guadagna di più. Questo bravo giornalista non sa che i principali fallimenti sono arrivati dai tour operator e agenzie di viaggio virtuali che hanno truffato centinaia di persone, anche questo per correttezza bisogna dirlo perché spesso queste agenzie virtuali non avevvano neanche la licenza o l’assicurazione di responsabilità civile.
Il prezzo è esattamente lo stesso con la differenza che se i clienti passano in agenzia hanno davanti una figura professionale che gli può spiegare il pacchetto, che lo sa consigliare e cosa più importante è assicurato a norma di legge. e quindi i suoi clienti sono tutelati e assicurati in primis ma soprattutto hanno un individuo e una società con la quale interloquire ; molti pensano di andare su Internet e fare da soli: fin quando tutto va bene sono dei campioni , ma se un qualcosa va male i dati della loro carta di credito sono on line e quindi possono essere sempre raggirati.
Vi pregherei in futuro di non sparare a zero su un’intera categoria senza prima documentarVi riservandomi ogni azione risarcitoria
Se io parlassi male della Vs categoria dicendo che i giornalisti sono cialtroni che direste???
Saltereste subito in piedi dicendo che verrebbe meno la libertà di stampa.
E' vero noi siamo liberi fin tanto che non lediamo la libertà altru Anche perché la vs. categoria fa molti più danni potendo sempre contare su un’ampia visibilità che ad altri settori non è concessa ( scommettiamo che la replica non andrà in onda mai)
SPERO CHE QUESTA MIA EMAIL SIA LETTA E NON CESTINATA..e che abbiate il coraggio e la dignità di rispondere con fatti e non glissando.
Mi sento offeso, soprattutto e perché siamo in un periodo già così difficile per il clima internazionale.
Adesso nuovamente anche il vulcano in Islanda e per finire la ciliegina sulla torta, il TG5 a fare "terrorismo" con notizie tendenziose e non vere... In copia inserisco anche ill Ministro Brambilla per protestare e chiedere che si faccia una rettifica e magari, da persone civili, ottenere delle scuse.
Distinti saluti.
DR. CESARE FOA’
Rappresentante regionale ASSOTRAVEL CONFINDUSTRIA