La crisi nell'area del nord Africa, in particolare Tunisia ed Egitto, non ha consentito alla società di ritornare in tempi brevi alla piena operatività.
Una decisione che era da tempo nell'aria e che probabilmente non era più rimandabile.
La crisi legata ai paesi del Nord-Africa che affacciano sul Mediterraneo sembra essere in gran parte alle spalle tuttavia il mercato sta prendendo più tempo del previsto per tornare alla normalità.
In tutte le aziende che su questi Paesi hanno puntato, e da cui fanno dipendere gran parte del loro giro d'affari, si sono operati drastici tagli sia nel personale che nei costi generali.
Tra queste la Sprintour di Jalel Hebara, un operatore che nel recente passato ha potuto registrare una crescita sostanziosa ed un ottimo piazzamento nel panorama turistico nazionale.
Evidentemente proprio in virtù di una crescita esponenziale, che avrà comportato ingenti investimenti, l'azienda più di altre si è trovata esposta al vento della crisi perchè colta "in mezzo al guado", cioè in un momento di probabile forte indebitamento e utili non ancora consolidati.
Dispiace registrare la messa in liquidazione di un operatore turistico perchè come prima conseguenza si pensa alla perdita di decine di posti di lavoro in un momento in cui è difficilissimo ricollocarsi in qualsiasi settore.
Tante professionalità che vanno a frammentarsi alle quali auguriamo di poter riprendere presto ad esprimersi in altre realtà aziendali mettendo a frutto l'esperienza acquisita presso la Sprintours.
Jalel Hebara si trova a dover gestire la liquidazione della sua società 25 anni dopo averla fondata ed è facile immaginare la sua amarezza.
Quella del Tour Operator, per quanto si diventi grandi, pur producendo fatturati multimilionari, rimane sempre un'attività "artigianale" che per avere successo necessita delle intuizioni e del controllo di un ristretto vertice coinvolto in prima persona.