Architetto e storico dell’arte, Günter porta a Pistoia una riflessione a metà strada tra la filosofia civile e la religione. “Una piazza – spiega il professore - é piazza solo se possiede una dimensione umana. L´uomo si vuole sentire uomo. Questa sensazione delimita la formazione. L´uomo é il centro del mondo. L´uomo é l´eredita del mondo”.
E’il Papa stesso che, alla vigilia del referendum, interviene nell’VIII Forum dell’Informazione Cattolica per la Salvaguardia del Creato: “L’ecologia umana è un imperativo".
Bisogna adottare stili di vita rispettosi dell’ambiente ed energie in grado di salvaguardare il patrimonio del Creato e senza pericolo per l’uomo.
Auspico che il vostro significativo incontro susciti un’attenzione sempre più consapevole ai problemi ambientali”.
Un messaggio che fa eco tra i muri di pietra e mattoni del palazzo dei vescovi, nel cuore di Pistoia, dove GreenAccord ha riunito centinaia di giornalisti cattolici, architetti ed esperti del terzo settore per un confronto sul rapporto tra umanità e spazio.
Ma perché proprio lo spazio? Lo spiega il presidente di GreenAccord, Alfonso Cauteruccio (foto): “si sgomita e si lotta per difendere il proprio spazio, perché lo spazio che ci è concesso rappresenta la misura del nostro esistere.
Quando sentiamo dire: “non mi hanno lasciato spazio”, è percepire il riconoscimento di una sconfitta e della propria impotenza. Perché al tema dello spazio si ricongiunge spesso quello della prevaricazione e della sopraffazione”.
Ed ecco quindi che, a differenza delle altre edizioni (incentrate sui temi del “cammino”, del tempo del “cronos” e del “cairòs”, quest’anno la riflessione si sposta attorno alla domanda: qual è il “giusto” spazio dell’uomo? Tra le persone più impegnate chiamate a portare un contributo alla questione, il presidente del Deutscher Werkbund (la Lega tedesca degli Artigiani) Roland Günter.
Architetto e storico dell’arte, Günter porta a Pistoia una riflessione a metà strada tra la filosofia civile e la religione. “Una piazza – spiega il professore - é piazza solo se possiede una dimensione umana. L´uomo si vuole sentire uomo. Questa sensazione delimita la formazione. L´uomo é il centro del mondo. L´uomo é l´eredita del mondo”.
Per esemplificare, Günter mostra le foto di alcune piazze che potrebbero essere tra le più belle d’Italia e che invece sono degenerate in parcheggi che le tolgono il valore di piazza. “Dice la gente: non vogliamo camminare. Dico: é come se avessero perso le gambe. Un luogo strano: con persone senza gambe”.
“Nella progettazione delle nostre città e degli spazi comuni – rilancia il grande architetto - dobbiamo guardare alle esperienze passate che sono dentro di noi e proiettarle nel futuro. L’Italia è un Paese pieno di un’architettura molto umana.
Ed è quindi molto importante che le nostre città siano da stimolo per creare spazi di aggregazione.
Dobbiamo ad esempio capire e valorizzare la funzione pubblica delle piazze.
In molte, troppe città, le piazze non possiedono nulla del luogo di incontro che avevano in passato.
Sono ridotte a meri parcheggi che le sviliscono e ne tolgono i valori”.
Una stoccata anche sul modo di comunicare l’arte e la storia: “Dal mercato grande di Firenze alla sua casa all´angolo sinistro, il farmacista Luca Landucci ha scritto un diario che copre un periodo lungo piú di 50 anni dal 1450 al 1500. Grazie! Perché ci ha regalato una delle fonti piú importanti per la vita quotidiana della cittá. Ma dalla facciata della casa non si trova nessun richiamo. L´ amministrazione di Firenze ci tratta da scemi. Anche la Soprintendenza ci priva ingiustamente di questa cosa importante. Ma non si puó sapere questa storia senza una dovuta informazione. Dobbiamo spiegarlo, altrimenti non si capisce”. Ma spiegarlo come? Ecco che Günter porta un esempio concreto. “Nell’ insediamento Eisenheim della Ruhr, dove abito, abbiamo applicato 70 tavole con sempre due pagine di testo. Spiegano: personaggi, case, storie, avvenimenti, rapporti. Il villaggio é il piú antico della Ruhr. La dimensione dell’aspetto pubblico si intensifica tramite le tante e ricche spiegazioni. Sono “Strade parlanti“. Strade che sanno raccontare se stesse, piazze che sanno parlare a tutti. Perché, come dice Günter, “il respiro crea uno spazio che respira”.
Un “respiro” ripreso nella digressione biblica sul rapporto uomo – spazio intavolata dal vescovo di Pistoia, monsignor Mansueto Bianchi: “L’uomo è in “centrato”, incentrato su Cristo e per questo ha capacità e vocazione di porre al centro la persona, di centralizzare il soggetto, soprattutto, come dicevamo, a motivo delle sue felicità: morali, giuridiche, fisiche… due ladroni e Cristo in mezzo.
E proprio perché è incentrato su Cristo ha la capacità e la chiamata a percorrere in diverse forme - personali, collettive, organizzative, istituzionali, ecc… - quelle che chiamerei la necessaria ascesi per creare lo spazio, l’inevitabile purificazione per liberare il centro, dalla cupidigia dell’occupazione, dalla brama del possesso, dell’interesse, della prepotenza e quant’altro”.