Proviamo a fare due conti su un oggetto al quale siamo tutti attaccati: il materasso. Se ipotizziamo che ogni italiano ne abbia almeno uno, ne contiamo circa sessanta milioni. Se aggiungiamo quelli delle seconde case e delle strutture alberghiere, tantissime in un Paese a vocazione turistica come il nostro, più quelli delle caserme e degli ospedali, arriviamo a circa cento milioni.
“Per dare un’idea dello spazio - rilancia, nell’ultima giornata dell'VIII Forum di GreenAccord, Vanni Pecchioli, vicepresidente del consorzio Marte Euroservice - cento milioni di materassi, se messi uno sopra l’altro, raggiungerebbero un’altezza di 1800 volte l’Himalaya. Se messi uno dietro all’altro, coprirebbero la metà della distanza della terra alla luna. Se messi uno di fianco all’altro, formerebbero ventimila campi da calcio. Se consideriamo che i materassi sono fatti anche con materiali pregevoli è difficile accettare che si perda una tale ricchezza“.
Allargando il campo dallo spazio del materasso, sul quale passiamo un terzo della nostra vita pur senza mai “vederlo”, allo spazio metropolitano, nasce una riflessione importante: quando si parla di spazi metropolitani si pensa quasi sempre alla loro parte pubblica senza contare che, in realtà, gli spazi privati non solo sono molti di più ma sono anche molto più congestionati e vilipesi. “Basti pensare - spiega Pecchioli - all’uso improprio di balconi e cantine utilizzati come depositi di materiali di risulta di ristrutturazioni e per accumulazioni varie“.
E’chiaro che, per migliorare una città, bisogna elaborare soluzioni per riqualificare anche gli spazi privati, nella consapevolezza che anche essi possono migliorare quelli pubblici. Ma in che misura - rilancia il vicepresidente del consorzio Marte Euroservice - una pubblica amministrazione può aiutare i singoli cittadini a migliorare questi spazi privati? Al centro resta la sensibilizzazione della popolazione. A Roma, il consorzio Marte Euroservice ha raccolto finora più di 32mila tonnellate di beni dismessi. Un servizio pubblico dunque ma che ha consentito di migliorare gli spazi privati per aiutare i cittadini a liberarsi di beni inutilizzati (si chiama lo 060606 e l’Ama manda il consorzio a ritirare l’oggetto da smaltire). Se si pensa che a Roma il prezzo a metro quadro è elevatissimo, il recupero di interi appartamenti ha rimesso in circolo anche quantità di capitali.
In questo quadro si sta facendo largo anche un progetto di inserimento lavorativo per persone svantaggiate che vede coinvolti, da una parte, a livello istituzionale, il Comune di Roma - in particolare l’Assessorato alla Promozione dei Servizi Sociali e della Salute, l’Assessorato all’Ambiente e l’AMA - e dall’altra il mondo della cooperazione. L’obiettivo è di iniziare un percorso formativo a beneficio di persone che usufruiscono dello stato di “accoglienza protetta”, da inserire in imprese in collaborazione con associazione di immigrati.