Un mare popolato da delfini in corsa, da balene, da ippopotami e coccodrilli che emergono qua e là in superficie. E’ questo il mondo acquatico di Giovanni Maria Manganelli nel suggestivo allestimento di “Volarearte” inaugurato all’aeroporto di Pisa, promosso da SAT (Società Aereoporto Toscano) e dalla Fondazione Henraux di Querceta. Manganelli è noto in Italia e all’estero per la straordinaria intuizione di forme animali colte nei loro abituali comportamenti e inserite in un contesto che efficacemente richiama il loro ambiente naturale, che si tratti dell’ampia vasca di una fontana o di un mare d’erba come al Galilei; opere di forte impatto emozionale e di raffinata esecuzione che rivelano una straordinaria sensibilità nel consegnare alla pietra un messaggio universale di armonia e di bellezza come tributo a tutte le creature minacciate, nelle acque del pianeta, dall’invadenza e dall’egoismo dell’uomo. Messaggio immediato, diretto, che suscita commozione e ammirazione. Lo dimostrano i bambini che sanno immedesimarsi nel fantastico mondo di Manganelli e vi si immergono con il gioco, entrando in relazione con le sculture che toccano, abbracciano, cavalcano. Quale maggior soddisfazione per uno scultore che verificare in questo modo l’efficacia della propria proposta artistica?
Giovanni Maria Manganelli per l’esposizione di “Volarearte” ha voluto presentare anche alcune delle sue figure femminili, collocate nelle sale d’attesa all’interno dell’aereoporto, come la “Tuffatrice” o “Afrodite”, dove ancora una volta è l’elemento acqua che viene posto in relazione alla forma. Del resto Vittorio Sgarbi ha efficacemente definito Manganelli “scultore dell’acqua”.
“E’ questa di “Volarearte” – ha detto Paolo Carli, presidente della Fondazione Henraux - la prima manifestazione ufficiale che vede impegnata, insieme a SAT, la neonata Fondazione Henraux, espressione di un’azienda fondata nel 1821, l’Henraux spa di Querceta, che nel corso di quasi due secoli si è fatta apprezzare nel mondo per la bellezza e qualità dei suoi marmi e per la professionalità dei suoi tecnici e delle sue maestranze.
La Fondazione Henraux opera per la valorizzazione e lo sviluppo del comprensorio lapideo apuo-versiliese, attraverso iniziative rivolte alla conoscenza storica dei processi di coltivazione delle cave, alla tutela culturale, artistica e paesaggistica dei luoghi di lavoro, agli studi e all’innovazione tecnologica applicati alle lavorazioni del marmo e ai suoi impieghi industriali, artigianali e artistici”.
Fanno parte della Fondazione Henraux, oltre all’azienda promotrice, i Comuni di Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema, la Provincia di Lucca.
In questa direzione l’Henraux da alcuni anni ha riattivato all’interno delle proprie strutture produttive il settore della scultura che era stato abbandonato molto tempo fa, da quando cioè si concluse l’irripetibile esperienza di Erminio Cidonio, amministratore unico dell’Henraux, che era riuscito a realizzare nel corso degli anni Sessanta, a Querceta, un polo internazionale della scultura contemporanea, con la presenza di artisti come Moore, Adam , Arp, Mirò, Stahly, Noguchi, e molti altri ancora.
Giovanni Maria Manganelli è oggi uno degli scultori che si avvalgono della collaborazione dell’Henraux e che insieme a Renzo Maggi, al giovane scultore Giovanni Balderi condividono gli obiettivi della Fondazione per un deciso rilancio della scultura e della lavorazione artistica del marmo.