Le scatole nere del volo Air France precipitato nel 2009 hanno rivelato particolari che hanno messo in dubbio l'efficienza dell'addestramento dei piloti
Durante la giornata di ieri sono iniziate delle indagini in seguito a dei particolari venuti alla luce grazie allo studio delle scatole nere del volo Air France 447, recuperate lo scorso Maggio dopo aver passato quasi due anni sul fondo dell'oceano.
I primi problemi del volo sono iniziati per un'avaria dei tubi che misurano la velocità dell'aereo, che ha successivamente portato ad un blocco del pilota automatico. Stando alle registrazioni delle scatole nere, i piloti avrebbero ignorato ripetuti avvertimenti di stallo e che, a quanto pare, non fossero addestrati in maniera consona al volo a grandi altitudini.
In seguito allo stallo, piuttosto che recuperare puntando il muso dell'aereo verso il basso, i piloti hanno puntato verso l'alto causando la perdita del controllo dell'aereo: a quel punto, è stato fatto un annuncio ai passeggeri. La caduta dai 38.000 piedi è durata circa 3 minuti e mezzo.
Degli ufficiali dell'Air France hanno dichiarato che non c'è motivo di mettere in dubbio le capacità dei piloti in quanto si sono trovati di fronte a troppi fattori imprevedibili. Un esperto di aviazione, però, ha rilanciato dicendo che "imparare ad uscire da uno stallo è la prima cosa che insegnano in qualsiasi lezione di volo. Non riesco a comprendere come due piloti di una compagnia del genere non siano riusciti ad applicare una procedura standard e relativamente semplice".
La BEA, l'ufficio Investigazione e Analisi francese ha imposto all'Air France 10 nuove norme di sicurezza e un addestramento più efficace e preciso per le situazioni di stallo come quella che ha portato allo schianto del volo AF 447.