Ricordate il nostro intervento su queste colonne in data 11/8/2011 dal titolo “la speculazione mondiale che allontana sempre più gli Stati dai bisogni reali dei cittadini” ?
Nel nostro precedente articolo fra l’altro avvertivamo:
“Chi trae vantaggio ad esempio dalla distruzione del Welfare State (pensioni, TFR, sanità) una volta vanto degli Stati europei in particolare di quello italiano? Una prima risposta potrebbe essere: i gestori dei fondi pensione e le società di assicurazione.
Eccoci allora giunti ad una delle parole chiave: i fondi. Troppo riduttivo tuttavia fermarsi a questo termine, aggiungiamoci i fondi hedge, i derivati, i CDS (Credit Default Swap) ovvero polizze assicurative sui rischi che corre uno Stato.”
Ebbene in queste ore che anche la Grecia è stata visitata dai luminari del FMI che le hanno lasciato le loro ricette per uscire dai malanni della crisi economica, leggiamo cosa scrive questa mattina (30 settembre) in prima pagina il quotidiano “Il Tempo” :
“Adesso l’obiettivo è una impressionante serie di privatizzazioni: dalle banche ai porti del Pireo e di Salonicco, alle aziende telefoniche, elettriche e idriche, l’aeroporto di Atene, terreni e altri asset. C’è perfino la Hellenic fooball pronostics organization, il totocalcio ellenico, una piccola potenza cge gestisce lotto, bingo e varie attività finanziarie. Tutto questo dovrebbe confluire in un fondo, di diritto lussemburghese of course dietro pagamento alla Grecia di 125 miliardi di euro…”
Chiaro il gioco, o meglio il business?
Se tu Stato vuoi salvarti DEVI PRIVATIZZARE, DEVI METTERE IN VENDITA LE TUE AZIENDE solo così eviterai la bancarotta. Soltanto che, come abbiamo avvertito, mettere in vendita quando le casse del venditore sono vuote, vuol dire SVENDERE.
Ed è qui in questo passaggio che la crisi di uno si trasforma in un business per qualcun altro.
Ecco cosa in realtà si nasconde dietro i pressanti inviti di fare le manovre per mettere a posto i conti i quali inviti, sarà bene rammentarlo, vengono puntualmente accompagnati dalla “dolcificante” precisazione, che suona come una evidente presa in giro, di assicurare nel contempo la ripresa.
Ma di grazia, ad uno Stato che deve vendere tutte le sue migliori aziende, quali strumenti restano per rilanciare la ripresa?
Antonio Bordoni