A rischio gruppi religiosi di minoranza, mentre il paese abbandona i suoi ideali di tolleranza religiosa
Nella giornata di giovedì scorso, il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev ha approvato una legge che andrà a regolamentare in maniera molto severa la presenza di gruppi religiosi nel paese, andando a colpire duramente la libertà di fede.
Chi appoggia questa legge dichiara che servirà a combattere l'estremismo religioso, un argomento importante nel Kazakistan in seguito ad alcuni attacchi legati al fondamentalismo islamico che hanno causato molte vittime nel corso dell'estate.
Secondo la legge, qualsiasi gruppo religioso esistente dovrà sciogliersi e registrarsi nuovamente seguendo una procedura che finirà per escludere le minoranze religiose: inoltre, sono state proibite le preghiere sul posto di lavoro.
Per registrarsi come gruppo religioso locale, i fedeli devono essere almeno 50. Per registrarsi a livello regionale invece devono essere 500, mentre per essere riconosciuti a livello nazionali i gruppi religiosi devono contare almeno 5000 iscritti.
Questo vuol dire che i membri di un gruppo religioso con meno di 50 iscritti dovranno cessare immediatamente le loro attività, rischiando multe salate se invece dovessero ignorare la legge. Al momento, sono anche in discussione procedimenti penali per i disobbedienti.
Felix Corley, portavoce di un gruppo norvegese di difesa per i diritti religiosi, ha commentato l'episodio alla Associated Press dichiarando che "queste nuove leggi limitano in maniera molto grave la libertà di fede degli individui, e come hanno fatto notare alcuni esponenti per la difesa dei diritti umani, si tratta di un ulteriore passo verso il controllo totale della società da parte dei governi".
Anche gli attivisti hanno presentato delle lamentale, dichiarando che la legge è stata approvata in maniera talmente rapida da non aver permesso una discussione aperta con il popolo.