I recenti tumulti e sommosse politiche nell'area del Mediterraneo sommati alla crisi che continua a produrre incertezza nei consumatori, sono alla base delle difficoltà che, come tante altre di diversi settori, stanno incontrando le aziende che si occupano di Turismo.
I prezzi non possono continuare a scendere all'infinito; rinunciare ai margini operativi (utile lordo) grazie ai quali poter garantire i compensi a collaboratori interni ed esterni oltre a pagare le spese generali, è una politica che sta portando molte (troppe) aziende del settore Turismo verso il punto di non ritorno.
L'ultima in ordine di tempo è il Tour Operator Viloratour di Napoli che, dopo 30 anni di onorata carriera e attività, il 21 Ottobre si è vista costretta a comunicare al mercato la sospensione della programmazione.
Inutile negarlo, la capacità di spesa della gente è diminuita, si sono persi posti di lavoro e altri sono a rischio; comunque anche chi non è incappato in tagli di retribuzione o penalizzazioni prima di fare una spesa ci pensa più volte e poi la fa solo se la ritiene indispensabile.
La sensazione diffusa nel Paese è che, in attesa di tempi migliori, la prudenza sia d'obbligo.
Viloratour ha poi pagato il crollo del mercato delle destinazioni del Nord Africa, la cui ripresa non è stata fulminea ed i numeri pre-crisi politiche sono ancora un miraggio.
Egitto, Tunisia, Grecia, Libia, sono bellissime destinazioni che devono ancora ritrovare la piena fiducia dei consumatori/viaggiatori.
L'operatore di Napoli lamenta poi la difficoltà di non aver potuto reperire risorse sulle quali le aziende in difficoltà dovrebbero poter contare; le banche non aiutano le aziende ma lo Stato aiuta le banche con i soldi delle aziende.
Stando così le cose c'è qualcosa che non quadra; gli imprenditori oggi non hanno accesso al credito perchè gli istituti si sono impelagati (perdendo miliardi di Euro) in investimenti rivelatisi ad altissimo rischio .. tradendo la loro missione primaria che doveva essere quella di fare Banca e non Speculazione.