Secondo alcuni scienziati, il mondo si starebbe dirigendo verso uno scenario in cui potrebbero esplodere delle epidemie incurabili: questo sarebbe dovuto alla crescente resistenza dei batteri infettivi ormai immuni agli antibiotici e alla mancanza di sperimentazione atta alla scoperta di nuovi medicinali.
Stanno infatti aumentando i casi di pazienti con infezioni quasi incurabili in tutta Europa. Il Centro Europeo per la Cura e la Prevenzione Malattie Infettive ha dichiarato che in alcuni paesi, il 50% delle infezioni causate dal batterio K. Pneumoniae sono risultate immuni all'attacco dell'antibiotico Carbapenems, il più potente in circolazione.
In Europa, la percentuale di batteri K. Pneumoniae resistenti al Carbapenems è raddoppiata nel corso dell'ultimo anno, passando dal 7 al 15%: il Centro ha dichiarato che questa situazione è sempre più preoccupante, in quanto il Carbapenems viene usato sempre come ultima linea di difesa in questo tipo di infezioni.
Marc Sprenger, direttore del centro, ha dichiarato "guerra aperta" a questi batteri.
Nel 2009, i K. Pneumoniae resistenti agli antibiotici erano presenti solo in Grecia: entro la fine del 2010 però il batterio è stato trovato anche in Italia, Austria, Cipro e Ungheria. Il batterio vive nel tratto intestinale e si sposta tramite il tatto.
Nel Regno Unito è stato trovato in circa 70 pazienti il gene NDM-1, un enzima in grado di distruggere il Carbapenems: inoltre, una ricerca separata ha dimostrato che circa l'80% delle persone che entrano in Europa dall'India ha portato con sé il gene.
Al momento, la ricerca medica è molto rallentata: tuttavia, la Commissione Europea ha annunciato ieri che verranno stanziati nuovi fondi che serviranno a finanziare una ricerca che porterà alla scoperta di nuovi antibiotici.
E' stato stimato che circa 25.000 persone muoiono ogni anno a causa di batteri resistenti agli antibiotici: in alcuni paesi, come Italia, Ungheria o Cipro, l'uso degli antibiotici è talmente elevato che i batteri hanno sviluppato una resistenza agli stessi molto più velocemente.
La World Health Organization ha lanciato un allarme due anni fa, in cui avvertiva la popolazione che l'eccessivo uso degli antibiotici avrebbe potuto renderli sempre meno efficaci e i batteri sempre più resistenti. L'avvertimento è stato però ignorato.