La protesta, seppur giunta al termine, sottolinea i problemi lavorativi in Cina
Decine di lavoratori Microsoft addetti alla costruzione di console Xbox sono saliti sul tetto della loro fabbrica minacciando di gettarsi se una disputa su loro lavoro non fosse stata risolta.
Fortunatamente, la protesta si è spenta senza nessun evento tragico: tuttavia, quest'episodio mostra ancora di più quanto sia precaria la situazione lavoro nell'economia della Cina.
La disputa è nata quando la Foxconn Technology Group, società che si occupa della fabbricazione delle console Xbox 360 firmate Microsoft, ha dichiarato di voler chiudere la fabbrica trasferendo solo alcuni dei propri lavoratori ad altri impieghi. Inizialmente, chi avrebbe rifiutato il trasferimento avrebbe usufruito di una liquidazione, successivamente negata dalla compagnia.
Stando alle dichiarazioni di un portavoce della Foxconn, nessun operaio si sarebbe effettivamente suicidato: tuttavia, per evitare scandali o incidenti ben più gravi, la compagnia ha deciso di tentare di venire incontro ai lavoratori.
La Foxconn fa parte di un gruppo di fabbriche che si occupano della costruzione di vari gadget elettronici, tra cui anche i celebri prodotti Apple. Tuttavia, la ridotta domanda di prodotti abbinata alle rigide regole lavorative in queste fabbriche sta portando ad una crisi sempre crescente nei lavoratori: molti di questi decidono di tornare dalle loro famiglie, mentre altri, purtroppo, scelgono la via del suicidio.