Dopo la chiusura del popolare sito di sharing, un gruppo di hacker ha attaccato siti governativi e della major
Il noto sito di sharing Megaupload.com è stato chiuso nella giornata di ieri in seguito ad un'ordinanza federale, accusando i proprietari di pirateria informatica.
Megaupload era una piattaforma di condivisione dove chiunque poteva mettere online i propri file per spedirli ai propri amici o colleghi: i file ospitati potevano essere di qualsiasi tipo, ovviamente sottoposti a scrutinio contro eventuali infrazioni di copyright. Tuttavia, non sempre questi file protetti venivano riconosciuti e cancellati, facendo diventare dunque Megaupload un'ottima sorgente per materiale protetto da copyright di ogni genere.
Oltre a contenuti leciti, il sito ospitava migliaia e migliaia di file tra canzoni, film o serie tv ed era visitato da circa 50 milioni di persone al giorno, posizionandosi come il 13esimo sito più visitato al mondo.
La FBI, a capo dell'investigazione, ha dichiarato che si trattava del più massiccio e eclatante caso di copyright infringement mai portato avanti negli Stati Uniti: stando a quanto dichiarato, i proprietari del sito avrebbero avuto delle entrate pari a 175 milioni di dollari (Megaupload offriva anche abbonamenti a pagamento).
Non si è fatta attendere la reazione della comunità di internet: il noto gruppo di hacker Anonymous ha infatti immediatamente preso di mira alcuni siti dopo che Megaupload è stato chiuso. Tra questi, sono stati oscurati i siti del Dipartimento di Giustizia americano e il sito della Universal.
Le accuse mosse contro i proprietari del sito, che rischiano fino a 20 anni di galera, includono racket, copyright infringement e riciclaggio di denaro.
La chiusura di Megaupload giunge in concomitanza con le varie discussioni pro e contro la legge SOPA (Stop Online Piracy Act), che darebbe al governo americano un incredibile potere di censura su qualunque sito internet del mondo. Ad esempio, recentemente gli Stati Uniti hanno richiesto l'estradizione all'Inghilterra ai danni di un giovane, colpevole di aver solamente messo dei collegamenti a materiale protetto da copyright sul suo sito, senza possederlo direttamente. Il ragazzo ora rischia 5 anni di prigione secondo la legge degli Stati Uniti. Molte comunità si sono opposte a questa proposta di legge: Wikipedia, ad esempio, è stata volutamente oscurata per 24 ore come segno di protesta nei riguardi di SOPA.
SOPA inoltre è una legge molto controversa: se dovesse passare, molte persone sarebbero a rischio galera. Ad esempio, se un ragazzo qualunque mettesse sul proprio sito un video della propria festa di compleanno in cui in sottofondo si sente una canzone protetta da copyright, rischierebbe anche lui che il suo sito venga chiuso, oltre ad una multa e in casi estremi rischierebbe anche la galera.