Le cattive condizioni ambientali hanno costretto uno stop ai lavori sulla nave arenata
A causa del mare agitato, la Costa Concordia si sta muovendo ad una velocità di 7 millimetri l'ora: questo ha portato ad un'interruzione dei lavori sulla nave, che ora rischia di danneggiarsi ulteriormente.
Oltre alla ricerca dei dispersi, l'attenzione si posa anche sulla rimozione delle 2300 tonnellate di carburante presenti ancora a bordo che potrebbero causare un immenso danno ambientale: il ministro dell'ambiente Clini ha espresso la sua preoccupazione, domandando alla Costa di fare il possibile per ancorare la nave per evitare che vada alla deriva.
Clini ha dichiarato che se l'enorme nave dovesse scivolare ulteriormente, potrebbe affondare ad una profondità tra i 50 e i 90 metri e addirittura spezzarsi in più punti: se ciò dovesse accadere, sarebbe un enorme danno per il parco marino del Giglio e i lavori di ricerca e recupero sarebbero ancora più difficoltosi.
Modesto Dilda, capo di una delle squadre di sommozzatori, ha dichiarato: "La nave è un labirinto. E' enorme, ed è adagiata su un fianco: è un miracolo che le perdite siano state così minime. E' comunque importante continuare le ricerche, visto che per molte famiglie è importante ritrovare almeno i cadaveri dei propri dispersi per poterli seppellire propriamente". Nella giornata di ieri, sono stati aperti ulteriori passaggi sulla chiglia della nave per facilitare l'ingresso dei sommozzatori.
Oggi, inoltre, verranno discusse nuove norme e regole sulle navigazione nei pressi di particolari aree per evitare ulteriori incidenti del genere in futuro.