Nel mentre l'ex ammiraglia Costa giace inanimata sugli scogli dell'Isola del Giglio, a soli pochi giorni dal disastroso naufragio, con le ricerche dei dispersi ancora in corso, si intravedono già le impostazioni legali dei potenti armatori tese, è probabile, a limitare il volume dei risarcimenti.
La gente comune fa fatica a pensare che la Costa Crociere possa esimersi dalla piena responsabilità risarcitoria nei confronti dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime; a molti quindi appare stridente e inopportuno il comunicato della compagnia nel quale si annuncia la sospensione dal servizio di Schettino; ma essendoci in ballo centinaia di milioni, è probabile che questa mossa sia stata ben ponderata.
Quindi comandante sospeso e non assistito dalla Costa Crociere che peraltro si dichiara essa stessa parte offesa.
Con un'ironia un po' amara viene da pensare che se a fronte di un naufragio qualsiasi l'armatore può tentare di rivalersi nei confronti del capitano della nave quest'ultimo, al momento di assumere il comando, dovrebbe prestare una fidejussione da un miliardo di dollari o trovare una compagnia assicuratrice che copra fino a tale cifra un suo eventuale "incidente" professionale.
Dal momento che la compagnia difficilmente potrà esimersi dal risarcire sia i sopravvissuti che i congiunti delle vittime forse avrebbe potuto aspettare a sospendere Francesco Schettino visto che di fatto sospeso lo era già, dato che si trovava agli arresti domiciliari e sotto inchiesta.
E' stata o non è stata la Costa Crociere ad affidargli il comando della Costa Concordia?
Naturalmente la compagnia merita grande rispetto e si può immaginare quanto dolore e quanta rabbia abbia causato l'accaduto a tutti i componenti la scala gerarchica, dal presidente all'ultimo (si fa per dire) dei marinai che vi lavorano.
In pochi minuti si è distrutta una nave da mezzo miliardo di valore, sono andati in fumo i futuri proventi della Costa Concordia e probabilmente i prossimi due anni di utili della Costa Crociere, oltre naturalmente al grave danno d'immagine del marchio.
Al momento 11 vittime accertate e 21 dispersi, un bilancio pesante che se la nave non si fosse incastrata sulle rocce nei pressi del porticciolo dell'Isola del Giglio poteva essere pesantissimo, vengono i brividi al solo pensiero di ciò che sarebbe potuto succedere.
Ora naturalmente tutti si affrettano a dire che le navi da crociera non devono più passare sotto costa e tantomeno transitare sul Canal Grande di Venezia per salutare i turisti di Piazza San Marco.
In realtà questo è un falso problema perchè se le condizioni del mare e del vento la consentono questa pratica non è affatto pericolosa, a patto di non voler "osare" per rendere più sensazionale il passaggio.
Se valesse quel principio allora non si dovrebbe più effettuare la navigazione nei fiordi norvegesi oppure non si potrebbe più risalire l'Inside Passage, in Canada, 16 ore su un grande traghetto tra panorami mozzafiato, spesso in condizioni di tempo avverse (vista la latitudine) in un canale di mare che in alcuni punti è largo solo poche centinaia di metri.
Il comandante di una nave, esperto ed in buona salute, con l'aggiunta delle moderne tecnologie (incluse quelle satellitari) è in grado di navigare ovunque in tutta sicurezza; gli scettici possono guardare un filmato della nave orgoglio della Marineria italiana, l'Amerigo Vespucci, per vedere che manovre è in grado di fare chi conosce il suo mestiere perdipiù su una nave "antica" e che naviga solo a vela.
Ma tutto è Business e così oggi si parla del valore in borsa dei titoli della Carnival (compagnia proprietaria della Costa Crociere) così come salta agli occhi il desiderio di protagonismo dei tanti che si affollano davanti a microfoni e telecamere; ognuno ha qualcosa da dire, ognuno ha una proposta da fare; ma quando si è responsabili dell'incolumità di terze persone l'unica cosa che veramente conta è il buon senso; oltre al doveroso (e magari silenzioso) rispetto nei confronti di chi ha perso la vita, è utile ricordarlo, solo pochi giorni fa.
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nella foto sotto il titolo una nave Costa Crociere in un fiordo norvegese
nella foto al centro del testo un'immagine dell'Inside Passage in Canada