Dal 25 febbraio l’esposizione "Fotoromanzo" analizza i cliché e la narrazione visiva del femminile
L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta, dal 25 febbraio al 4 maggio 2026, la mostra "Fotoromanzo" dedicata all’artista francese Nicole Gravier.
Nata ad Arles nel 1949 e stabilitasi in Italia dagli anni Settanta, Gravier è considerata una pioniera del détournement visivo, tecnica utilizzata per decostruire gli stereotipi prodotti dalla comunicazione di massa.
L'esposizione si focalizza sulla produzione post-concettuale dell'artista, con particolare attenzione all'influenza del fotoromanzo e della pubblicità nella cultura popolare e alla manipolazione dei codici estetici di questi media.
Nella serie "Miti & Cliché: Fotoromanzi", Gravier si appropria del linguaggio visivo degli anni '70 per evidenziare e stravolgere ironicamente le pose e le narrazioni stereotipate legate all'ideale di realizzazione attraverso il matrimonio. Parallelamente, la serie dedicata alla pubblicità mette in discussione i modelli normativi di bellezza e successo veicolati dalla stampa femminile.
Il lavoro di Gravier viene inquadrato nella corrente dell’arte "semiotica", richiamando l’analisi dei segni di Roland Barthes e inserendosi nel clima della rivoluzione femminista italiana rappresentata da figure come Carla Lonzi e Tomaso Binga.
L’opera dell'artista, che ha insegnato nelle accademie di Firenze, Napoli e Milano fino al 2019, dialoga a Villa Medici con la mostra di Agnès Varda, condividendo un'indagine sulle rappresentazioni del femminile nella società.
Attraverso il ritaglio e la rielaborazione delle immagini, la mostra invita lo spettatore a interrogarsi sui meccanismi di dominazione simbolica e sui processi di fabbricazione della finzione narrativa quotidiana.